AbsolutePoetry

Il programma di Absolute Poetry 2009
Absolute [YOUNG] Poetry 2009 & [Udine traduce]
Udine/Monfalcone, 5-10 ottobre 2009


[Blog]

  • Giovanni Tuzet: Male lingue
  • IL RITORNO DELLE RIVISTE VIVENTI
  • ANDREA LEONE: IL SUICIDIO DI HOLLY PARKER
  • Absolute [YOUNG] Poetry 2009 & Udinetraduce
    Monfalcone - Udine, 5 - 10 ottobre
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    Il programma di Absolute Poetry 2008

    CANTIERI INTERNAZIONALI
    DI POESIA
    DI MONFALCONE
    3 -7 GIUGNO 2008
    Il programma di Absolute Poetry 2007
    Il programma di Absolute Poetry 2007
    FM 87 - Speciale Poesia.
    I video e le interviste da AbsolutePoetry2005
    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    oppure quella di... e se fosse di?...di...o...
    postato il 2007-04-14 09:20:47
    da Luigi Nacci

    Risposta semplice alla complessa domanda di Patrizia Bianchi:

    E se domani io non potessi rivedere te?
    Mettiamo il caso che ti sentissi stanco di me
    Quello che basta all’altra gente
    Non mi darà nemmeno l’ombra della perduta felicità
    E se domani e sottolineo se
    All’improvviso perdessi te
    Avrei perduto il mondo intero, non solo te....

    118 commenti a questo articolo

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-10-21 08:37:59|di lorenzo pontiggia

    FILO del RASOIO di SOMERSET MAUGHAM

    - Elliott, guardarlo a contrattare era un vero divertimento. Discuteva, blandiva, andava in collera, si appellava ai migliori sentimenti del negoziante, lo prendeva in giro, elencava i difetti dell’oggetto...

    L’ abbé: < La duchessa de Vendòme mi parlava mi parlava di lei l’altro giorno. Ha un altissimo concetto della sua intelligenza. > e parlò della fede con saggezza e benignità... E presentò a Elliot la Chiesa come un circolo aristocratico... La sua conversione e le elargizioni generose, gli aprirono diverse porte rimastegli chiuse fino allora... Anzi, San Pietro gli telefonò di vendere le azioni prima del tracollo del 1929...-

    - < Larry, perché legge un libro simile?> < Sono molto ignorante.> < È anche molto giovane >, dissi sorridendo. <... al liceo, del resto, i miei professori non mi hanno insegnato quello che volevo imparare.>

    - < Io ho una rendita di 3.000 dollari all’anno, sufficiente per vivere. Posso perciò permettermi il lusso di fare quello che voglio.> < Cioè niente?> egli rispose sorridendo. < I morti, quando sono morti, hanno un’aria così terribilmente morta. Quando uno è solo in aria... gli vengono delle strane idee sul MISTERO...>. Isabel rifletté qualche istante. < Se tu facessi qualche lavoro...> < Ho lavorato molto allo studio...> < E a che cosa ti porterà tutto questo?> < All’acquisto del sapere... è come atterrare con un aeroplano su un grande altipiano in montagna. Solitudine, un’aria così pura...> < Ma Larry, non si può vivere con tremila dollari l’anno.> < Certo che si può. Una quantità di persone vivono con meno di tremila dollari l’anno...> < Mio povero Larry, sei completamente impazzito.> Si tolse lentamente dal dito l’anello di fidanzamento. Era un rubino quadrato, che le era sempre piaciuto. < Non so che farmene. Vuoi tenerlo come un ricordo della nostra amicizia...> < Ti vorrò sempre bene , Larry.>

    - Quando uno abbandona le vie battute è come se giocasse a una lotteria. Molti sono i chiamati ma pochi gli eletti>.

    - Tutte le persone di cui mi sono occupato hanno avuto infatti quello che volevano: Elliot i trionfi mondani, Isabel una posizione sicura... e Larry la felicità.-

    Un libro che all’inizio appare scoordinato, ma poi vola lassù fra le nuvole dove c’è solo il MISTERO della vita, che ognuno scopre se usa la Riflente o Sesto Senso!

    Lorenzo Pontiggia il Poeta


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-10-18 17:56:43|

    BERNARDO QUESNAY – André Maurois

    < Le industrie> disse < attraverseranno un lungo periodo di prosperità. Accade sempre così dopo tutte le lunghe grandi guerre...>-

    - < Tutto quello che non si fa da sé, non è mai fatto>.
    - Invecchiava soltanto alla domenica, e una vacanza prolungata l’avrebbe ucciso...-

    < Mamma Petitseigneur? Mamma Quimouche?... Che cosa posso fare per voi, signore ripassatrici?> < Signor Bernardo, veniamo da lei, perché non abbiamo il coraggio di andare dal signor Achille! Per chiederle un aumento, causa che i contadini hanno alzato i prezzi...> Bernardo, quando aveva dieci anni, durante uno sciopero, disse: < Nonno, se io vendessi la mia bicicletta potresti dar loro l’aumento?> -

    Giustamente tutte le categorie dell’opificio di mille lavoratori vollero l’aumento... I principali s’intestardirono a non soddisfare la richiesta dei quattro fuochisti...

    < Benissimo > disse il rappresentante sindacale: < Domattina i fuochisti non verranno alle officine.> < Se ne stiano pure a casa!> … E a torso nudo, in brache da tela i due fratelli si misero a fare i fuochisti...

    disse il signor Achille < hanno deciso di impedirci di lavorare domani mattina, a qualunque costo, “compresa la violenza.” Bernardo, in piedi davanti al nonno, colle braccia conserte: < Se i borghesi vogliono conservare il comando, devono imparare...>-

    La situazione da entrambe le parti mancava della parola: “ Riconciliazione”. Scappa un morto, ma per infarto, sufficiente a far intervenire il Prefetto, grande conoscitore degli uomini, il quale, era pronto ad offrire la sua mediazione... Non con l’aumento dei salari, ma con il riconoscimento dell’ indennità. Avvennero abbracci, strette di mano, senza rancore...

    Col crollo della borsa, determinò la rovina di molti impreparati e incapaci, sconfessando gli economisti da Ricardo e Bentham fino a Marx... La morale: gli uomini felici non si danno alla speculazione...

    Gli operai son brava gente e il buonsenso è che meritano un sistema di rialzo automatico dei salari, quando l’indice dei prezzi aumenta per non avere disordini...

    Alla morte del nonno Antonio Pietro Quesnay... - Il signor Cantaert si avvicinò, col cappello in mano: < Signor Bernardo > disse sottovoce < il signor Roch chiede se lei sarà in stabilimento alle due...> < Si capisce > disse Bernardo.

    Si legge velocemente e fa capire tante cose di come va il mondo ancor oggi...

    Lorenzo Pontiggia il poeta marylory


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-10-02 11:47:34|

    SULLA STRADA di JACK KEROUAC

    ...< So solo che devi darci dentro con l’energia di uno dedito alla benzedrina> E lui disse: < Sì, certo, capisco benissimo quel che vuoi dire... di Nietzsche, e che, se si dovesse dipendere dalla dicotomia di Schopenhauer...>-

    - Ero un giovane scrittore e volevo sganciarmi: diedi inizio alla mia esperienza “sulla strada”-

    Il libro mette a nudo l’altra faccia dell’America povera dopo la vittoria della seconda guerra mondiale che non risolse i problemi disoccupazione ai meno ambienti, ai giovani beat, figli del West, e del sole, in viaggio, senza sosta per tutti gli Stati Uniti ad arrangiarsi come potevano per sbarcare il lunario, con bevute di whisky, birra, musica jazz, e discussioni esistenziali sotto l’effetto dell’alcool o droghe dei poveri, infarcite di sesso sfrenato, ma sempre senza soldi da scendere ai livelli infimi della scala sociale e addetti ai furti di macchine, benzina, generi alimentari e formando pseudo famiglie...

    - « Come è strano essere lontani da casa quando la distanza è un intero continente e non sai neanche più dove sia la casa tua e la casa che ti resta è quella che hai in testa »-

    Kerouak dall’esperienza “Sulla Strada” riesce ad emergere raccontando una realtà scomoda per l’America... Libro da leggere su cui riflettere con capacità critica!

    Pontiggia Lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-09-12 19:40:24|

    LA PRIMA MOGLIE ( Rebecca) di DAPHNE DU MAURER

    - Sognai l’altra notte che ritornavo a Manderley. Mi pareva di essere al cancello che dà sul viale d’ingresso, e non potevo entrare... Sorpresa: la natura aveva avuto il sopravvento... I boschi... avevano finito per trionfare. Scuri, prepotenti, si accalcavano ai limiti del viale... I rododrendi... avvinghiati a verzura selvatica s’erano dati a indegne nozze con una folla di ignoti arbusti, poveri esseri bastardi... L’edera regnava sovrana in quel paradiso perduto... e ben presto avrebbero invaso anche la casa.-

    - Quel pomeriggio mi trovavo in uno stato di grazia, il cielo increspato di cirri leggeri, e il mare chiazzato di bianche spume, e odo la mia risata, e la sua, che faceva eco... Poi si curvo e mi bacio sui capelli. disse. Sorrisi, ed egli mi rispose con una risata... < Mi sembra che la mia proposta non abbia avuto troppa fortuna> egli disse. .-

    - Eravamo sul pendio di un’altura boschiva: < La chiamano la Valle della Felicità> disse egli. L’incanto mi prendeva a poco poco. Era il cuore di Manderly. < Lo so che sono timida.> ...

    - ... Pensavo, ecco che siamo due personaggi d’una commedia, tra un momento calerà il sipario, e poi c’inchineremo davanti al pubblico... Il cuore mi batteva come per un’emozione strana e insolita... Il sipario era calato sull’ultimo atto; e la scena era rimasta tale e quale, in attesa d’uno spettacolo diurno del giorno dopo... Ero un ospite che girovagando nei corridoi, si trovò nella stanza della padrona di casa...-

    - < Gli uomini sono più semplici di quanto non t’immagini, mia dolce bambina. Ma quel che succede nel tortuoso complicato cervello di una donna, quello sì che ingannerebbe chiunque>.
    - Che fossi riuscita finalmente a soffocare la mia personalità incolore? Bea se fosse stata al mio posto, si sarebbe infilata il vestito da sera. Ella apparteneva a un’altra razza d’uomini e donne... Ero stata educata male. Dalla finestra aperta entrava un brivido di vento, mi sentivo come una povera di spirito che avesse messo piede su un terreno proibito. < … Credete che fosse un piacere per me, vedervi al posto che era di Lei...>-

    - Uno stormo di gabbiani s’era posato sull’acqua; e tutti insieme levavano un urlio rauco e insulso di bestie affamate... C’era in aria un presagio di temporale, il cielo bianco e opaco era gravido di pioggia, la quale tuttavia non cadeva. Sentivo fin l’odore di tutta quell’acqua ammassata dietro ai nuvoloni... -

    - Il detto: lontano dagli occhi, lontano dalla memoria... A Manderly, un nuovo giorno era nato, e la vita del giardino proseguiva... In un soffuso rosso intenso, quasi uno spruzzo sanguigno. E il vento salmastro che veniva dal mare ci soffiava le ceneri sul viso.-

    Libro scorrevole di un rosa-giallo: rosa-diavolo e rosa-angelo... Consigliabile a tutti...

    Pontiggia Lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-09-03 16:44:55|

    LA SPERANZA – ANDRE’ MALRAUX (Trad. Giuseppe Ravegnani)

    La rivoluzione della classe operaia contro il regime di Franco!

    - < Guernico dice che la più grande forza della rivoluzione è la speranza.>-

    - Un rombo di autocarri carichi di fucili copriva Madrid tutta tesa nella notte d’estate. < Stanotte a Madrid sarà il popolo a far la guardia notturna!>

    - Nella frescura della rugiada, l’alba di piena estate sorgeva su Barcellona... Le truppe ribelli erano giunte alla periferia.-

    Nell’Internazionale c’erano rappresentanti uniti di tutte le razze di proletari che combattevano per la conquista di salari decenti. Da tutte le parti si sparava e le mitragliatrici falciavano d’ambo le parti...

    - < Un popolo, quando è costretto a vivere in basso, non può essere portato ad alti pensieri... Se non s’insegnasse loro così bene l’odio, imparerebbero forse meglio l’amore, no?> … < Non si può insegnare a porgere l’altra guancia a gente che da duemila anni non ha mai ricevuto altro che ceffoni.> … < Quanto al clero, sentite: prima di tutto non mi piace la gente che parla e che non fa nulla... Non s’insegna ai poveri, non s’insegna agli operai ad accettare la repressione delle Asturie, in nome dell’amore...>.

    < Ogni uomo ha bisogno di trovare un giorno la parte lirica di se stesso (la Riflente).>

    … < Non si può creare un’arte che parli alle masse quando alle masse non si ha nulla da dire... L’arte non è un problema di soggetti. Una grande arte rivoluzionaria non esiste! Perché si discute tutto il tempo di direttive invece di parlare di funzione...>

    ...< Le cattedrali mi fanno sudare. C’è più fraternità qui, nella strada, che in qualsiasi cattedrale dall’altra parte.>

    - La guerra univa mercenari e volontari nel suo aspetto romanzesco, ma l’aviazione li univa come le donne sono unite nella maternità... Strana forza del fuoco, crescendo e scemando con un ritmo da fucina, sembra ardere su tutti i morti della giornata...-

    - ... in Spagna: soltanto un’ora dopo la morte dalla maschera di un uomo comincia a emergere il suo vero volto.-

    < A che serve la rivoluzione se non riesce a rendere gli uomini migliori?...>

    - < I fascisti hanno aiutato i fascisti, i comunisti hanno aiutato i comunisti, e anche la democrazia spagnola; le democrazie non aiutano le democrazie.>

    Morale: le guerre servono a consolidare ricchezza e potere delle caste...

    Alla Spagna franchista appena uscita dal conflitto civile, gli fu permesso di non impegnarsi direttamente nella seconda guerra mondiale...

    Le rivoluzioni del popolo nascono spontaneamente per fame; oggi, dato che nel “mondo” c’è chi non ha il pane quotidiano, causa lo sfruttamento dei potenti, che cosa ci dobbiamo aspettare se non si usa la Riflente o il Sesto Senso?

    Consigliabile a chi piace cose di guerra...

    Lorenzo Pontiggia


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-09-01 11:12:12|

    Lorenzo Pontiggia 01 settembre alle ore 10.42 Giovedì, 20 Agosto 2009 IL LUPO DELLA STEPPA di HERMANN HESSE lorenzo Pontiggia

    Nel libro c’è lo scrittore che non trova la pace umana, la conoscenza di se stesso da continuare a rimescolare le stesse carte del quotidiano, nella dicotomia dell’amare e odiare nel disprezzo di se stesso non trovando pace se non pensando al suicidio...-

    - ...chi concentra la vita nel pensiero può fare molta strada, è vero, ma ha scambiato la terra con l’acqua e a un certo momento affogherà.-

    - Non so come mai, ma io, lupo della steppa senza patria e solitario odiatore del mondo piccolo-borghese, io abito sempre in vere case borghesi...-
    - Quello che noi cerchiamo di raggiungere nella nostra pazzia è forse stato sempre un fantasma?-
    - Ma raggiunta la libertà Arrigo s’accorse d’un tratto che la sua libertà era morte, che egli era solo, che il mondo lo lasciava paurosamente in pace...-
    - Perciò il borghese ha sostituito al potere la maggioranza, alla violenza la legge, alla responsabilità la votazione.-
    - Due terzi dei miei concittadini leggono questa razza di giornali, leggono mattino e sera queste parole, vengono lavorati ogni giorno, esortati, aizzati, resi cattivi e malcontenti, e la fine di tutto ciò sarà di nuovo la guerra... più orrenda di quella passata!-

    - ... l’umano sciame, in cupidigia e noia, un lezzo afoso e fracido vapora e , spirando il suo ardore e la sua foia, sé stesso inghiotte e rece e ridivora, e cova guerre ed arti, e d’illusioni...-

    - Poiché una madre mi ha partorito, sono colpevole, sono condannato a vivere, obbligato ad appartenere a uno Stato, a fare il soldato,a uccidere, a pagare le tasse non solo per gli armamenti.-

    - Comprendevo tutto, capivo Pablo, capivo Mozart, udivo dentro di me la sua risata paurosa, sapevo d’aver in tasca le centomila figure del gioco della vita...-

    - « Tutti sanno per esperienza che è facile innamorarsi, mentre amare veramente è bello ma difficile. Come tutti i veri valori, l’amore non si può acquistare. Il piacere si può acquistare, l’amore no. »-

    Romanzo di non facile lettura sulla scia di Nietzsche, Schopenhauer, da leggere con maturità...non per tutti... La politica è quella borghese che gli sta stretta... e ci son troppo pochi momenti lirici...

    Pontiggia Lorenzo il Poeta marylory

    ( dal CORSERA) Paolo Di Stefano, Giovedì, 20 Agosto 2009 Grazie, Lorenzo, sono utili e piacevoli le sue schede


    A Leggere e Scrivere Blog del CORSERA, Paolo Di Stefano

    SE IL LIBRO NON VENDE É SBAGLIATO (Antonio Gnoli - R2 CULTURA – 26 Agosto)

    Giulio Lattanzi, a capo della Rcs Libri, risponde alle critiche di Giuseppe Laterza :

    . … A proposito di industria culturale quanti libri escono in generale in un anno?

    . Ne sanno qualcosa i piccoli editori. I quali tra l’altro si lamentano per la scarsa visibilità che hanno in libreria e per il fatto che i grandi gruppi editoriali fagocitano l’intero spazio.

    <È un fatto che circa la metà del mercato editoriale è occupato da cinque o sei gruppi editoriali. Ma in questi gruppi prevale la diversificazione sull’omologazione>.

    ...Se la sente di commentare il meccanismo dello Strega ?

    < Nell’edizione di quest’anno, con il romanzo di Scurati pubblicato da Bompiani, siamo giunti secondi a un punto da vincitore. Non vorrei che le mie parole fossero fraintese. Il Premio e la giuria sono prestigiosi. La domanda che mi pongo è questa: dal momento che la società letteraria su cui si fondava il Premio è diventata industria culturale, non andrebbe rivista la composizione della giuria e cambiato il meccanismo di voto? Inoltre, è accettabile che la Mondadori si aggiudichi un numero di vittorie che si giustificherebbero per un gruppo che controlla il 70 per cento del mercato e non il 28?>.

    Svincolare il Premio dal potere di manovra delle case editrici?

    < La liberazione totale è utopistica. Ma sarebbe auspicabile che le case editrici facessero un piccolo passo indietro>.

    Amici c’è solo da riflettere in Riflente... Grazie dell’accoglienza...

    Pontiggia Lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-08-28 17:55:58|

    IL CASTELLO di FRANZ KAFKA -1893/1924

     “In che villaggio mi sono smarrito? C’è un Castello qui”-
     Il Castello dunque l’aveva chiamato a far l’agrimensore... sapevano di lui tutto il necessario, e, pesato... accettavano la lotta sorridendo.-
     … “Quando si va lontano dalla propria famiglia, si vorrebbe portare a casa qualche soldo.” ...signore, nessuno si lagna d’essere mal pagato. < Io non sono un timido e saprei dire il fatto mio anche ad un Conte, ma certo coi signori è molto meglio sbrigarsela senza discussioni.> - Appena Barnaba se ne fu andato, aveva abbracciato tutta la sala con un’occhiata che non era rivolta più a nessuno.-

    Più cercava amicizia con la gente per avvicinarsi al Castello e più paradossalmente più veniva sviato e le forze venivano meno. Per risolvere la situazione si presentò al sindaco: < Sono il nuovo agrimensore...>, il sindaco dopo i bla bla bla: “ Purtroppo noi di agrimensori non sappiamo che farcene, è stato tutto un disguido burocratico; causa della macchina che fa errori...>. < Ma l’ufficio di controllo che controlla?> Naturalmente non è accaduto un miracolo e certo qualche impiegato ha pronunciato o scritto il verdetto, ma nessuno, né qui da noi né al Castello, arriva mai a scoprire qual’è il funzionario che ha risolto la questione; e per quali motivi...-

    Kafka sente che l’illuminismo è tradito dall’assurdità umana, la ragionevolezza, rischiaratrice all’essere è persa per le contraddizioni, da prevedere in un futuro prossimo il frantumarsi del Castello, centro del potere, dove nulla si risolve, ma si foraggia un giro vizioso di pochi a danno del popolo schiavo di se stesso!

    Libro digeribile e consigliabile...

    Pontiggia Lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-08-14 08:52:43|di lorenzo pontiggia

    E ADESSO POVER’UOMO di Hans Fallada (Rudolf Wilhelm Adolf Ditzen) 1893 – 1947)

    Peripezie, equilibrio per vivere a testa alta, dato dalla recessione e svalutazione in Germania a cagione della prima guerra mondiale, dove pochi s’arricchivano e tanti mugugnavano nel tirar la cinghia, "buon terreno" per la seconda guerra mondiale!

    - < I clienti che ci manda la mutua sono tutti così volgari! Che cosa pretendono, per quei quattro soldi che versano alla cassa?> -

    -  Quanto guadagna?> < Centottanta marchi.> < Bene> dice la donna. < Non è molto. Mia figlia ha da restar semplice.> < Noi pensiamo in modo diverso dagli operai, abbiamo altri bisogni...> < Voi pensate proprio come i proletari.>-

    - < Non è che voglia lamentarmi. Ma voglio dirti, quest’unica volta, e che tu lo sappia, che io non appartengo a costoro, che io appartengo soltanto a te. Soltanto a te.>-
    - < Così si sposano i cani, ha detto quando abbiamo lasciato il municipio>... < Non ci siamo mica sposati per divertire tua madre>.-

    - < Spiegamelo ancora una volta. In che modo la gente potrebbe sentirsi offesa perché ci siamo sposati?>-

    - E’ così riposante di giacere in un letto , se qualcuno respira accanto a te; è meraviglioso di aver qualcuno per cui faticare...-

    - < Sì, i clienti mi interessano. Bisogna che indovini chi sono, cosa vogliono, come vanno presi perché comprino. É difficile che mi sbagli.> < L’ho notato, Pinneberg!> < Con costoro non ci riesce nessuno.>

    - < Non si sa mai > risponde lei.

    - Gli getto le braccia al collo, e lo strinse a sé: lui sentì che il corpo di lei aderiva tutto al suo. Aveva detto tre volte sì. Non sapevano neanche come si chiamavano. Non si erano mai visti prima di allora.-

    - < Se almeno fossimo operai! Costoro si chiamano compagni e si aiutano sul serio...>-

    - < La ditta le rende possibile la sua vita privata. Distribuisca le sue cose in modo da poterle risolvere fuori delle ore d’ufficio. La ditta le rende possibile la sua vita privata, e basta. Prima c’è la ditta, poi ancora la ditta, per la terza volta la ditta, e solo allora lei può fare quello che vuole. Lei vive di noi, signore ha capito? Non è forse sempre puntuale a ritirare lo stipendio?>-

    - Chi può ridere ancora in un mondo in cui dove i grandi capitani d’industria, risanati tutti quanti, le hanno sbagliate tutte fin qui, e la piccola gente è calpestata e spregiata, e sono i soli che han sempre fatto il loro dovere?-

    - < Scusa, Gianni> esclama Ciuffetto. < Ma vedrai che tornerà anche il tuo momento. Tieni alta la testa. Non lasciati abbattere.>

    - La povertà non è soltanto miseria, la povertà è macchia, stonatura, la povertà è sinonimo di sospetto. E ADESSO POVER’UOMO -

    Libro interessante di spessore umano dove "l’onestà è sospetta in un mondo di ladri!" Consigliabile e di facile lettura...

    Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-08-12 19:15:53|di lorenzo pontiggia

    LA BUONA TERRA di PEARL S. BUCK (1892-1973)

    Scrittrice che recupera il valore della donna in una società maschilista! Romanzo scorrevole che racconta l’odissea d’una famiglia, dove l’ultimo può diventare il primo!

    - Dai tempi in cui era bambino sulle ginocchia della madre, mai alcuno aveva visto il suo corpo... Oggi tuttavia qualcuno gli avrebbe posato sopra gli occhi, e Wang Lung voleva a tutti i costi essere pulito... l’acqua che usò costava fatica, ma era per la sua donna, che non conosceva! Gridò al padre: ...< ...dopo il bagno, userò l’acqua per il campo, in modo che non vada perduta>-

    - ... < Aspetto la donna, Grande Signora.> <...sei venuto per O-lan. La schiava. Mi ricordo che la promettemmo come sposa a un contadino. Sei tu quel contadino?> < Sono io > rispose Wang Lung.-

    O-lan mancava di bellezza, ma si dimostrava capace, intelligente, un tuttofare da far girare la giostra al meglio.

    Allo spuntar dell’alba, sentendosi felice pensò: .
    - O-lan, ebbe l’ordine che al mattino al padre gli fosse portata una ciotola d’acqua calda senza foglioline di tè, per non sentirlo brontolare che si spendeva... La porta si aprì ed ella entro con il suo passo silenzioso, reggendo fra le mani una ciotola d’acqua fumante, che egli accolse seduto sul letto. Sull’acqua della ciotola galleggiavano alcune foglioline di tè. Sorpreso egli guardò la donna, che, spaventata, disse subito: < Al vecchio non ne ho servito... ho fatto come tu avevi ordinato...ma a te...>. -

    - < Li odio tutti, gli uomini – tutti ad eccezione di voi. Anche mio padre, ho odiato, perché mi ha venduta. Degli uomini non ho udito che male; perciò non posso che odiarli>.-

    -  < State tranquillo, padre, state tranquillo. La terra non sarà venduta.> Guardandosi in viso sorrisero...-

    Il libro valorizza l’impegno della donna in famiglia... Consigliabile a tutti... Lorenzo Pontiggia


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-08-11 15:58:18|di lorenzo pontiggia

    IL LUPO DELLA STEPPA di HERMANN HESSE

    Nel libro c’è lo scrittore che non trova la pace umana, la conoscenza di se stesso da continuare a rimescolare le stesse carte del quotidiano, nella dicotomia dell’amare e odiare nel disprezzo di se stesso non trovando pace se non pensando al suicidio...-

    - ...chi concentra la vita nel pensiero può fare molta strada, è vero, ma ha scambiato la terra con l’acqua e a un certo momento affogherà.-

    - Non so come mai, ma io, lupo della steppa senza patria e solitario odiatore del mondo piccolo-borghese, io abito sempre in vere case borghesi...-
    - Quello che noi cerchiamo di raggiungere nella nostra pazzia è forse stato sempre un fantasma?-
    - Ma raggiunta la libertà Arrigo s’accorse d’un tratto che la sua libertà era morte, che egli era solo, che il mondo lo lasciava paurosamente in pace...-
    - Perciò il borghese ha sostituito al potere la maggioranza, alla violenza la legge, alla responsabilità la votazione.-
    - Due terzi dei miei concittadini leggono questa razza di giornali, leggono mattino e sera queste parole, vengono lavorati ogni giorno, esortati, aizzati, resi cattivi e malcontenti, e la fine di tutto ciò sarà di nuovo la guerra... più orrenda di quella passata!-

    - … l’umano sciame, in cupidigia e noia, un lezzo afoso e fracido vapora e , spirando il suo ardore e la sua foia, sé stesso inghiotte e rece e ridivora, e cova guerre ed arti, e d’illusioni...-

    - Poiché una madre mi ha partorito, sono colpevole, sono condannato a vivere, obbligato ad appartenere a uno Stato, a fare il soldato,a uccidere, a pagare le tasse non solo per gli armamenti.-

    - Comprendevo tutto, capivo Pablo, capivo Mozart, udivo dentro di me la sua risata paurosa, sapevo d’aver in tasca le centomila figure del gioco della vita...-

    - « Tutti sanno per esperienza che è facile innamorarsi, mentre amare veramente è bello ma difficile. Come tutti i veri valori, l’amore non si può acquistare. Il piacere si può acquistare, l’amore no. »-

    Romanzo di non facile lettura sulla scia di Nietzsche, Schopenhauer, da leggere con maturità...non per tutti... La politica è quella borghese che gli sta stretta... e ci son troppo pochi momenti lirici...

    Pontiggia Lorenzo il Poeta marylory


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-08-09 16:34:39|di lorenzo pontiggia

    LA VAGABONDA di Colette Romanzo -aggiungo bellissimo...- (Traduzione di Carola Prosperi)

    - Chi busserà alla porta del mio camerino... Lui che mi solleva quando affondo, e mi scuote, come un cane salvatore che, ogni volta, mi trafigge la pelle con i denti... Aspetterò che anche il resto del viso si sciolga in lacrime di fango.-

    - Scrivere vuol dire lunga meditazione davanti al foglio bianco... mordicchiando la parola imperfetta... Versare rabbiosamente sul foglio tentatore tutta la sincerità in sé... gioco pericoloso e ingannevole...-

    - E anche questa bizzarria, di sentirmi isolata, come: Brunilde disingannata, non teme più Sigfrido-

    - Una lieve nebbia rosa filtra il sole, un sole appannato che si lascia baciare e dai prati sale un incenso tremolante e argentato che olezza di fungo.-

    - No, no, di vero non c’è che la danza, la luce, la libertà, la musica... Di vero non c’è che ritmare il proprio pensiero e tradurlo in bei gesti.... Nei giorni di gaiezza, di allegria fisica, esclamo: “Per sempre”, sentendomi così candida, amputata di ciò che faceva di me una donna come le altre...-

    - Quando so che non mi vede, l’osservo... la presenza di questo giovanotto in casa mia è assurda come quella di un pianoforte in cucina... Egli non è qui, è lontano mille miglia! Ad ogni istante, voglio alzarmi e dirgli: “Perché siete qui? Andatevene!”
    - Hamond: < Non amerete più nessuno?> Mio Dio, forse è vero. E sarebbe più triste di ogni altra cosa... Quand’ero piccola, mi dicevano: “Lo sforzo porta con sé la ricompensa” ed io aspettavo davvero...-

    - Non c’è quasi più spazio, quasi più aria tra i nostri due visi, e respiro bruscamente, come se stessi per annegare... Mi difendo, poiché egli mi assalta nel peggiore e migliori dei modi, mordendo un poco, baciando molto, con quell’aria affannata che mi fa alquanto paura... < Povero caro...non essere cattivo, non essere triste! Sì ti amo, ti amo, oh, ti amo... ma non voglio dirtelo....> Tu lo sai : ché nelle tue mani si rifugiano le mie, accartocciate come due foglie sotto il gelo! Tu mi manchi, mio amato calore, mi manchi come il sole. Mio amante diletto, ho bisogno che il tuo disordine risponda a quello di questa primavera che ha schiantato la terra e si strugge per la sua stessa fretta!... Max, per tè, io Vagabonda, sarò sempre la più bella!-

    Alla fine del romanzo: stupendo, scorrevole, consigliabile a tutti e che: la Verità non fa male è il male che fa male...

    Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-08-07 12:09:20|di lorenzo pontiggia

    IL PUROSANGUE di D.H. LAWRENCE

    - Ben presto, tacitamente, il suo matrimonio divenne senza sesso...-

    - Lu, si era invaghito di St. Mawr. Era adorabile colore rosso d’oro, e un invisibile fuoco oscuro sembrava emanasse da lui...-
    - Ed era stupita di sentire il calore della sua vitalità penetrare in lei... gli occhi la fissavano con diabolica espressione di domanda. Esso drizzava le orecchie come pugnali sulle pure linee... in tutto il suo corpo rosso... splendido demonio che le toccava di adorare... imponeva un destino al suo cuore... né poteva comprendere.-
    - ...tirava indietro le orecchie, mostrava i denti e sporgeva i grandi occhi pieni di demoniaco caos.-

    - Ma io non voglio dell’intimità, mamma. Sono così stanca di tutte le intimità. Amo St. Mawr perché non è intimo... Da dove gli viene tanta vita? Questo è il mistero.-
    - E sai, mamma, gli uomini smettono di pensare veramente quando è morto in loro l’ultimo avanzo dell’’animale selvaggio.-
    - Sai figlia, sono giunta alla conclusione che quasi nessuno al mondo vive veramente.-

    - Meravigliosa bellezza e fascino delle selvaggie cose naturali! L’orrore della vita innaturale dell’uomo e della sua ammonticchiata civiltà! I pesci volanti irruppero dal mare in nuvole di argentea e trasparente velocità.-

    - Come un gioiello tra le pietre, una perla data ai porci, forse. Ma quei porci non erano sciocchi.-
    - E mi darò alle presenze invisibili. Servirò le presenze invisibili... Come le antiche vestali...-

    - I fiumi di fuoco che all’improvviso irruppero dal cielo ed esplosero vicino come se tutta la terra fosse scoppiata la spaventarono fino all’intimo, con certezza cinica, essa apprese ” che non vera un Dio misericordioso nei cieli”.-

    - Io non odio gli uomini perché sono uomini, come fanno le monache. Mi ripugnano perché non sono abbastanza uomini... Mai più vita in comune...-

    Lawrence presenta le contradditorie peripezie romanzate senza cadere nel banale... Bellissime le descrittive istantanee su St. Mawr e i dialoghi tra mistress Witt e Lu... Lettura consigliabile...

    Lorenzo Pontiggia


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-08-03 11:29:18|di lorenzo pontiggia

    LAMPO

    Il sole, luce di pensiero, notte di vita, ombraviva... Sogna il piacere mentre vivi lontana dal tedioso abisso...

    L’amata verità lampo in una notte stellata... Gloriarsi nell’oceanica corteccia inimicato con sé!

    Alma libera stanca dell’usuale candeliere... Farfugliare nell’ordine del combaciarsi in eclissi...

    Sorseggiare il tè a go go. Luce sole di pensiero... Essere se stessi, metà di uno, fine senza fine,

    arrivo, avvento, storia di domani... AMORE


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-07-22 16:08:33|di lorenzo pontiggia

    LUCE D’AGOSTO di William Faulkner

    - Arrivo dall’Alabama, terra di schiavi... In mano una galletta dimezzata con paura o allarme, e l’immemoriale terra implacabile entro di sé.-

    - Quello con le uniformi e le bandiere, e quello senza uniformi e senza bandiere; né l’uno e né l’altro era servito a nulla.... Raccontare, una pura esigenza, imperiosa e insaziabile necessità degli amanti di esprimersi... E dentro quasi si vedeva la mente sconvolta, sbattere senza tregua di qua di là, affannata, terrorizzata cercando le parole che la voce, la lingua fossero in grado di pronunciare; e in quella raffica nera l’uomo parve alzarsi ad aleggiare per sempre in memoria.-

    - Muore il giorno in un splendore di rame e il mondo sta sospeso in una verde aria di trapasso, come luce di una chiesa dalle vetrate a colori: “Forse hanno avuto ragione di mettere l’amore nei libri”. Con tranquillità pensando che certo il paradiso doveva aver un po’ di colore e la forma di quel villaggio, quella collina, quella casa in cui il credente può dire: sono a casa mia.-

    Un libro maccheronico, Elio Vittorini, schiavo della traduzione... Romanzo da snellire e reimpostare... Poco consigliabile...

    Pontiggia Lorenzo il Poeta marylory


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-07-21 19:33:10|

    L’AMANTE DELL’ORSA MAGGIORE di SERGIUSZ PIASECKI

    Un romanzo sul contrabbando al confine polacco/russo, 1925/29 Lo scritto è nudo e crudo con un pizzico di poesia, d’incantare il lettore d’andare all’ultima pagina...

    Nella fiabesca caleidoscopica natura del vivere e morire i contrabbandieri vivevano da RE, su foglie d’oro, svuotando bottiglie di vodka, attorniati da musicanti e ragazze da riconoscere l’amore e l’odio...

    - Alzati; presto! Vieni a mangiare! Il sole fa già sudare l’erba!-
    - Tanto meglio! Se tutti fossero troppo intelligenti diventerebbero matti.-
    - L’autunno: l’oro pende dagli alberi, formicola nell’aria, striscia sotto i piedi. Intorno c’è un mare d’oro...-
    - Andavo pensieroso fissando le sette meravigliose stelle dell’Orsa e dando loro, non so perché , nomi di donne.-
    - E non dimenticare l’undicesimo comandamento: “Non desiderare inutilmente le donne”.-

    - ...il vento aumentò cosicché sembrava che fossimo in un immenso mare di neve che rotolasse le sue bianche onde sopra di noi.-

    - O madre mia, la vita è un girotondo perché, dimmi perché m’hai messo al mondo...-

    - La notte si alzava dietro al bosco e si fermava sopra la terra, enorme e scura... e poi, invisibile, nascosta nelle tenebre sghignazzò a lungo vittoriosamente.-
    - ... un desiderio di spazio, di foreste, di libertà, di strade difficili e pericolose, dove brilla il “sole zingaro”, e regnano le stelle dell’Orsa Maggiore.

    - Com’è strano l’animo umano! Si stanca della pace e della sicurezza, ma quando le abbandona comincia a sentirne nostalgia...-

    - La notte cadde sulla foresta in un velo di lutto..., amavo la notte, la fedele mia amante... A sinistra echeggiò un colpo di carabina... A nord-ovest splendeva meravigliosa l’Orsa Maggiore.-

    - L’autore: -...io mi sento ardere quando scrivo. Ma con la scienza che acquisterò, farò il possibile per fabbricarmi delle redini con cui frenare il mio slancio superfluo...-

    Tutti teatranti, dovunque, si finge, si recita la parte di una farsa o commedia in casa o fuori, ma sempre nel teatro della vita...

    Il libro affascina il lettore per la vita errabonda dei contrabbandieri e per il loro sopravvivere...

    Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-07-19 09:51:55|di lorenzo pontiggia

    IL GRANDE GATSBY di F. SCOTT FITZGERALD

    Una faccia dell’America gaudente prima del crollo in borsa nel 1929. Storia d’Amore: l’uomo che AMA, ha una marcia in più per conquistare il suo gioiello... Se hai voglia di criticare qualcuno, ricordati che non tutti son nati con la camicia...

    - Evitare i giudizi è fonte di speranza infinita. La condotta può fondarsi sulla roccia salda o sulle paludi malfide...-
    - ...arrivavo da una regione di ampie praterie e alberi incoraggianti, col sole esplosioni di foglie...-
    - ...con l’espandersi di lei la stanza si fece sempre più piccola, finché parve che la donna girasse su un perno rumoroso e scricchiolante nell’aria piena di fumo.-
    - La luna era salita più in alto, e nello stretto fluttuava un triangolo di scaglie d’argento, lievemente tremolanti sotto lo sgocciolio rigido e metallico dei banjo sul prato.-
    - Le frasi stesse erano così lise... d’evocare un fantoccio che perdeva segatura da ogni poro mentre inseguiva una tigre nel Bois de Boulogne.-
    - All’ora grigia del tè c’erano sempre sale pulsanti senza posa di questa lieve, dolce febbre, mentre visi freschi venivano trascinati qua e là per la stanza come petali di rosa, sospinti dai suoni melanconici.-

    - ...Tom e Daisy: sfracellavano cose e persone e poi si ritiravano nel loro denaro... Gatsby credeva nella luce verde... è sfuggita non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia... Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.-

    Un libro veloce, un buon esercizio alla lettura, consigliabile...

    Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-07-15 20:18:40|di lorenzo pontiggia

    “UNA VECCHIA AMICIZIA TRONCATA” - GOGOL

    - Del resto, nonostante qualche diversità, tanto Ivan Ivanovic quanto Ivan Nikiforovic sono due bravissime persone.-

    In paese si diceva di loro: - Un esempio, due amici come si deve, persone rispettose che si vogliono bene, e dove va l’uno tira dietro l’altro...-

    Ma un giorno capita che uno chiede all’altro il fucile che non usava, gli propone uno scambio, aumenta l’offerta, e l’amico lo chiama paperone. Succede di tutto, da ridere...

    La morale è piacevole, insegna ad usar il Buonsenso...

    Il racconto è allegato al libro “Taras Bul’ba” ed è una lettura consigliabile.

    Lorenzo Pontiggia


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-07-08 07:41:46|

    ESIODO: TEOGONIA

    La Nascita degli Dei Esiodo (VIII-VII a. C.).

    Nei poemi omerici si riporta il mondo divino, rispecchiando la cultura e la gerarchia del mondo umano che ancor oggi vive...

    Esiodo, è il primo scrittore greco sulla cui vita si hanno notizie certe ed è fonte autorevole per quanto riguarda l’origine degli dei. Nell’Olimpo greco vivevano dei, semidei ed eroi. Il Padre riconosciuto, era Zeus (Giove).

    Esiodo nell’essere pastore per sventura, alle pendici del monte Elicona, alla cui vetta risiede l’Olimpo, usando la Riflente (Riflessione-mente), dà il là alla Teogonia, alla creazione degli Dei e alle nove Muse, tramandandoci la nascita di Mnemosine, Dea della memoria, figlia di Cielo e Terra e Zeus che giacque per nove notti = nove Muse!

    Le Muse, dee delle Arti e delle Scienze, figlie della Memoria, sono voce dell’istruzione e dell’autorità, e allietano il vivere:

    Clio - Colei che dà celebrità!-

    Euterpe – Dea della musica!-

    Talia - Dea della Commedia e della Satira!-

    Melpomene - Cantante e regina della Tragedia!-

    Tersicore - Colei che ammalia con la danza al suono della lira!-

    Erato – Dea dei desideri, Mimica, Poesia Mèlica = erotismo lirico nel canto!-

    Polinnia – Canto corale di inni lirici!-

    Urania – Dea della volta celeste, Astronomia e Matematica!-

    Calliope – Dea dalla bella voce, Comunicazione, Verità, Etica e Poesia Epica!

    Esiodo persiste sulla loro presenza essenziale per la cultura orale, per insegnare canti e raccontare miti... Il poeta non pensa d’essere autore creativo, ma esecutore di ciò che riceve in Riflente (Riflessione-mente)!

    L’Arte delle Muse è prestazioni di buon livello o performance con sane ambizioni, e desiderio al progresso Sociale (Poesia) come nella Teogonia, storia o mytos. In Esiodo la funzione del poeta non è soltanto culturale, ma politica!

    La più illustre Musa è Calliope, dea della comunicazione, possiede una bella voce e vive a stretto contatto con le autorità politiche, sa presentare leggi, sentenze, discorsi significativi autorevoli, e perorare cause Etiche con saggezza di Verità d’essere ricordate...

    La Poesia è il filo della Storia in Riflente con le Muse che fan dolce il vivere...

    La bellezza dell’ambiente, il canto delle fronde, la frescura del dolce torrente Ippocrene donano al Poeta l’estro del comporre, guidato dalle Esperidi (Muse) in meravigliose soavi melodie, e danze spazianti nella bruma in voci d’oro per celebrare l’elegia di Zeus e Era... Dal connubio nasce Atena, patrona di artisti e artigiani (I cittadini dell’Attica chiamarono la loro Città, ATENE). Artemide, Dea della caccia, dei boschi, della fertilità per l’aiuto alla madre al parto di Apollo... Apollo dio delle arti, medicina, musica e profezia... Poseidone, dio della terra e del mare (Nettuno). Temi o Themis, generò le stagioni (chiamate Ore)... e madre di Prometeo. Afrodite (Venere), dea dell’amore, della bellezza, sessualità, lussuria e dei giardini. Aurora, Gaia, Oceano, Sole, Luna ecc. sempre immortali...

    Nell’Olimpo c’è la bella dimora di Grazia e Desiderio, durante le feste cantano i nomous e i saggi ethea degli immortali, e tutt’attorno risuona la terra ricca in inni di vita al padre Zeus regnante in cielo, signore del tuono fiammeggiante che vinse il padre Chronos e divise ogni cosa fra gli immortali...

    Calliope vive tra i re nutriti da Zeus, e la gente guarda alla giustizia (themistas) che venga amministrata in presenza della Dea... Gli aedi, cantori con cetra, sono amati dalle Muse perché san far scorrere miele dalle bocche portando reverenza, AMORE, da far scordar dolori e lutti...

    A Esiodo, mentre pasceva gli armenti sotto il divino Elicona, si presentarono le Esperidi con uno scettro d’alloro fiorito, perché cantasse di esse, dei beati e dei viventi...

    Siam figlie dell’Amore danziam cantiam al melo d’oro…

    Il sornione, l’arrotolato con le cento facce a guardia sta...

    Arrivano gli Argonauti, nello scompiglio, il serpe se ne va…

    Le Grazie in girotondo salvano la mela…

    Esiodo da buon pastore alle insigni azioni del Padre Zeus fa declamar le Muse, esse divinamente cantano le gesta, d’accalorare la cima dell’Olimpo nevoso, dimora degli immortali. Ride la casa del padre ricordando la venerata stirpe che Gaia e Urano generarono... Le Muse, danzano, amano i citaristi cantori che danno sollievo e gloria agli uomini e ai beati signori dell’Olimpo, nel far scordar lutti e dolori e AMAR la vita... Terminano con l’inno all’egida di Zeus e del figlio Apollo...

    Grazie alla ricerca di Verità di Esiodo, Socrate e Gesù, la cultura occidentale possiede il germe dell’AMORE!

    Pontiggia Lorenzo il Poeta marylory


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-06-17 20:07:47|di lorenzo pontiggia


    - Confessioni di una mente perversa:

    Io mi pongo il problema (attorno alla poesia) perchè non capisco per quale ragione il poeta debba essere ammirato stimato o pagato in un certo modo (quando non accade son contento)... io non ho bisogno della poesia, se anche capita è un "accidente della materia" e quindi neanche ci faccio caso. Trovo stupido che la gente s’interroghi sul senso di qualcosa che è molto meno di tutto l’enfasi che ci si mette per descriverla. Libri di poesia, libri sulla poesia... a scuola ti fanno studiare le poesie, mi sembra solo la perversione romantica di un animo triste e depresso.-

    Rispondo

    Ripeto: la Poesia è sintesi di Filosofia che si realizza in Politica, non politichese...Un grande discorso lo si può sintetizzare: Onestà, Capacità, Buonsenso!

    Prendiamo la Poesia “La ginestra” di Leopardi, Poesia ricca di Filosofia e Politica, il tutto nella semplice ginestra che nell’arido terreno sociale rimane attaccata al terreno guardando il cielo con AMORE lottando contro tutti! Ma per spiegarla c’è bisogno d’insegnanti di vocazione, tipo la ginestra!

    - Sai quando serve la poesia? (è un esempio) quando sei innamorato di qualcuno, allora ti spulci libri che non avresti mai letto per altre ragioni, ti ascolti canzoni che prima snobbavi grandemente, e dai un gran peso a tutto l’ideale poetico, ci sguazzi e dici "ah bello! senti che concetti profondi, che verso trascendente.... riesco a toccare lo spirito del tutto".... come no... "quelle paerole mi toccano l’anima".... passano 10 giorni, l’amore finisce o se anche non era amore il periodo romantico .... "na, non ne ho voglia, non sono predisposto a farmi fottere l’anima, magari domani".... e dimentichi ogni cosa. Tutto sta nel grado di esaltazione.-

    Rispondo

    La poesia dell’innamorato... fa sognare e pensare d’essere poeta! La Poesia la s’incarna nel quotidiano, in Riflente il Carisma lo si sparge a piene mani, dando fastidio ai falsi poeti, politici, filosofi che s’affratellano tra di loro per spartire onori e denaro... Dando del “matto” chi non s’allinea con loro! La morale: i falsi sono infelici, incontentabili o famelici, pronti a piangere il morto... I Poeti son sereni e non si lamentano mai, nemmeno in Poesia, da Profeti, sanno mettere a nudo i mali sociali, senza paura d’incorrere in qualche pallottola... I grandi Poeti con semplicità sanno trasmettere parole scritte anche col sangue...

    - Quindi esistono categorie di persone... i depressi cronici che vogliono fuggire dalla realtà e non avendo una fantasia sufficiente per riuscirsi da soli (sapete la realtà è uno scoglio duro per tutti, dipende ANCHE (in poca parte cmq) da quanto l’ambiente ti concede) adottano quella degli altri,e diventano degli pseudosaccenti.. chiamiamoli "i cercatori d’oro". Poi ci sono quelli che la fantasia ce l’hanno e si costruiscono un proprio mondo, se non altro più sincero, ma pur sempre una forma di autismo, certe persone difatti si perdono nella propria esaltazione, megalomania, nel disperato tentativo di essere originale a qualunque costo, chiamiamoli "i bimbi sperduti". E poi ci sono le vie di mezzo, gente che ad un certo punto smetterà di scrivere e leggere perchè il momento romantico gl’è passato. Chiamiamole "persone normali".-

    Rispondo

    Tutte le giurie e i premi sono al 99%: -Chiamiamole “persone normali”-

    A nessuno frega niente di questo, ma a me da molto fastidio. Il piacere di leggere è qualcosa che non ho mai avuto, fin da piccolo l’ho sempre trovato terribilmente noioso, faticoso, stancante, l’atto in sè lo detestavo. Mi sono avvicinato alla poesia come alla letteratura con l’esaltazione di chi cerca l’oro e di un bimbo sperduto cerca la via, per poi scoprirmi una persona normale... quelle persone normali che ho sempre detestato... come dici tu floyd (che ti ho scoperto maschio), "ignoranza mia"-

    Rispondo

    Per cominciare a far Poesia, Filosofia, Politica, riandiamo al periodo Presocratico, al motto dell’oracolo di Delfi, conosci te stesso, per Socrate diventa ricerca filosofica. Quindi coloro che si conoscono, e son pochi, usando la Riflente sono dei Vate di alta aspirazione civile! I più paradossalmente passano per matti, quando i matti son loro, una moltitudine, perché non usano la Riflente!

    - Sarà un discorso trascendente/mieloso/strappalacrime" "Non sono un grande letterato, uno scrittore e nemmeno un poeta,": anche io prima mi preoccupavo di quello che dicevo, perchè doveva avere un senso, un significato cui le persone normali non davano; e allora tendi sempre a cercare di manetenere il tuo mondo, dove non puoi scoprirti altrimenti gli altri ti infliggono ferite imbarazzanti. Una vita fatta di scuse, di valori alti ed elevatissimi, da guardare sempre con ammirazione (gli alti) e con disprezzo (i bassi), perchè è così che mi era stato insegnato, e mi era stato insegnato anche a sentire un certo senso di colpa se risultavo banale, poco intelligente, o troppo avventato nel formulare un qualcosa di mio senza aver avuto il tempo di diventare qualcuno, di avere l’autorità sufficiente a poterla difendere. -

    Rispondo

    I falliti o pseudo artisti è piena l’aria, pur sparlando si sostengono tra di loro nella regola dell’opportunismo da politicanti... è di non insegnare o spiegare per non aver un concorrente che gli toglie smalto (pur falso) e pane...

    - Poi, un giorno, ti passa, ti passa una volta, poi torna, due volte ti passa, poi torna.... alla fine ti domandi quale cazzo sia la ragione di certi tuoi atteggiamenti. E’ giusto esaltare così baudelaire? uno che in tutta la sua vita, una vita intera dedicata a scrivere, ti fa 3-4 poesie decenti (parlo a titolo personale) e non di più, che poi non trovi neanche quel gran capolavoro, semplicemente perchè quelle 3-4 poesie non esercitano su di te lo stesso fascino costante, anzi in certi momenti le trovi proprio banali, stupide, e quasi sempre (costantemente) incomplete. Forse ho sempre avuto la speranza che ci fosse un modo per comunicare una sensazione uno stato d’animo (sai, il bimbo perduto), queste erano le mie aspettative nel senso di questo topic... trovarci un significato che fosse in qualche modo -se non oggettivo- unico per me e costantemente bello... quasi aver racchiuso l’essenza di qualcosa in un agglomerato condensato di parole. Una formula alchemica insomma. Veder svanire tutto poi... fa uno strano effetto. Altra aspettativa, ma questa è venuta consequenzialmente -perchè mi veniva richiesto-, mi aspettavo stima e autorità dalla conoscenza... da qualsiasi forma di consocenza, poesia compresa... quando poi decidi di vivere per te stesso te ne sbatti. Che rimane della poesia? "Un accidente della matteria".-

    Rispondo

    Il Poeta maledetto, ebbe come padre un ex sacerdote e all’età di sei anni resto orfano, la mamma sposa un tenente colonnello, ma per la sua rigidità Charles comincia odiarlo... Mandato in collegio fu espulso per indisciplina, per non aver consegnato un biglietto di un suo compagno, Boudelaire, dimostra già la forte discontinua personalità, di non seguire i canoni tradizionali, ma bohemien d’accompagnarlo nel suo peregrinare... Il tenore di vita alto che teneva costrinse la madre ad interdire il giovane ed affidare il suo patrimonio ad un notaio. L’anno dopo tento per la prima volta il suicidio! I fiori del male, rappresentano il suo calvario, il lasciarsi andare contro corrente, contro la borghesia imperante (periodo di gran movimento culturale, politico e sociale: Marx, Proudhon...), d’arrivare a sposare il male essendo più attraente, accattivante... Boudelaire, dal 1949 è sfruttato dalla pseudo cultura come figura iconografica dell’intellettuale e poeta...

    - Ripeto: -la Poesia è sintesi di Filosofia che si realizza in Politica, non politichese...Un grande discorso lo si può sintetizzare: Onestà, Capacità, Buonsenso!"-

    Rispondo:

    chi non vuol capire non riconosce!

    - Questo vuol dire solo che la gente ci vede quel che vuole nelle macchie scure. Io personalmente satana.-

    Rispondo:

    devi sapere che il mio primo libro ha per titolo: “Satana ride” 1971

    - Quella spiegazione che dai sulla ginestra non convince. Leopardi era un poeta palloso, la prosa gli si addice di più, Leopardi è solo una forma di pensiero razionale che cerca sfogo attraverso la poesia, non è che la poesia, va spiegata, può esserlo.-

    Rispondo:

    la Poesia se è Poesia è un tesoro che va scoperto e centellinato... Amico, dimostri superficialità per non aver colto nulla dalla grande Poesia “La ginestra”! Sintesi che valorizza tutta l’opera di Leopardi...

    - Ma te sei quello sparato per la tangente platonica. Come si può discutere con uno morto 3 mila anni fa....-

    Rispondo:

    Platone ha usato per suo interesse i discorsi di Socrate. Da socratico, cerco di estrapolare i valori del Maestro e farli conoscere, perché le sue lezioni usate in Riflente sono il futuro dell’uomo! A Platone gli va riconosciuto il merito d’illustrare con i suoi scritti Socrate

    - Di poeti falsi è piena l’aria come dici tu... tu come ti senti?-

    Rispondo

    Mi sento in toto un Poeta! Di riflesso rompo l’archetipo!

    Montale, in una intervista sul Corsera, rubrica: “Lo specchio” nel 53/54, alla stessa domanda rispose: - Sono un travet della poesia!-

    I veri Poeti per antonomasia non possono mentire, devono essere se stessi!

    - Pensi che dopo aver letto la vita di baudelaire su wikipedia stia meglio? (sei un po’ assurdo, ammettilo)-

    Rispondo:

    caro amico se non usi la Riflente introspettiva, è ovvio che trovi palloso Leopardi e non cogli quel po’ di positivo di Baudelaire...

    - Poeta, è infantile dire "non hai capito tizio", solo perchè le cose che dico non ti tornano. A me l’idea che l’uomo è come una ginestra mi sembra una strombanzata, sia a livello esistenziale che a livello politico, il riflente mi sembra solo una scusa per aggiustarti le cose come più ti aggradano. Le persone normali chiamano ciò intuizione, e ne fanno uso continuamente in modo più o meno consapevole, senza aver bisogno di riempirsene la bocca. è vero che l’occidente tende a rifiutare il principio intuitivo per quello logico (il che è una leggera contraddizione di superficie), ma non è abbaiando alla luna, ripetendolo all’ossessione, che cambierai le cose.-

    Rispondo:

    il non capire nasce dal non voler conoscere o andar oltre ciò che la Riflente dona se la si usa, ma prima bisogna recuperarla dall’anamnesi creata da Caino! La Riflente = Riflessione/mente, la possiede solo l’umano!

    - Si fa strada come risultato della conoscenza dell’habitat, raggiunto tramite la corteccia cerebrale della psiche, composta da cellule sensoriali intuitive, atte a determinare ragionamenti istantanei, stimoli di energia cosmica che nel cervello producono pensieri variamente intelligenti finalizzati a cogliere il senso della vita. Lo scibile umano esige il contatto diretto dei sensi, usando, ad esempio, la funzione visiva si proietta lo stimolo nell’area psico-motoria, da cui nasce l’azione della volontà di conoscere e memorizzare, a cui si aggiunge l’intelligenza intuitiva o ragionamento istantaneo analitico correlato all’immaginazione, facoltà intellettiva superiore del genere umano, senza la quale non potrebbero nascere le grandi idee, le scoperte scientifiche, le produzioni artistiche nei vari campi.

    Metaforicamente Caino, per suo interesse personale, allontanando l’AMORE, la Libertà, la tensione al Vero, rifiuta l’uso della facoltà intellettiva superiore, in sintesi la Riflente e pone limiti all’umanità che viene a trovarsi in anamnesi... Finché non si recupererà la Riflente, non si vivrà come esseri umani dà sfruttare appieno tutte le potenzialità intellettive!- Dal libro: “La RIFLENTE SESTOSENSO 2009

    - La vita di Baudelaire la conoscevo gia. Ma non trovo così eclatante la sua opera... poi è tutto relativo, se per te dice cose interessanti, se lo ritieni formativo nel tuo percorso... a me non basta più.

    Non so se ti è chiaro, l’amore non è sempre un bene. La carità può risultare spiacevole. E satana può essere buono.-

    Rispondo

    Sinceramente dovresti capirlo... e senza che lo dica, ripeto, sono un Poeta all’opposto!

    - Credi nella chiesa?-

    Rispondo

    Credo in Gesù uomo, quanto credo a Socrate... Il Poeta nella sua sensibilità è il critico per antonomasia della società!

    - poi un p.s.

    Guarda che platone aveva anche una dottrina orale che reputava più importante di quella scritta, e di cui non ha lascaito niente proprio perchè credeva inutile riportarla scritta. Addirittura era considerata un culto.

    Rispondo

    Caro amico era il Maestro Socrate che insegnava oralmente e non poteva che essere riconosciuto il Maestro della Maieutica!

    - A capo all’ingiù, ti ribalto NO platone ha una sua teoria orale, lo so che anche socrate l’aveva, ma quella di platone, a quanto sembra, prendeva spunto da socrate ma era diversa, aveva lati più oscuri si potrebbe dire. Dovrebbe essere scritto su gli ultimi libri che sono usciti neanche troppo recentemente sull’argomento (se ne sa molto poco). Non era un misandestanding (si scrive così?).-

    Rispondo

    Platone si vendeva al potere... Socrate, il Maestro Gesù, NO!

    Gli ultimi libri fanno acqua in Riflente!

    - Il non capire nasce dal non voler conoscere.... Beh... mettiamola così, se entrassi in comunicazione profonda con le cose, con qualsiasi cosa, probabilmente la troverei bella (si chiama estasi)... non importa essere Leopardi o baudelaire, basta un pezzo di asfalto sudicio per trovarci del bello e del significato.... tutto sta in ciò che puoi cogliore.... da leopardi ciò che posso cogliore sono contenuti più che normali, che mi sono serviti in passato, ma adesso non più.-

    Rispondo

    Il Poeta, critica se stesso per conoscersi, ripeto con altre parole per giudicare bisogna entrare nel momento storico che vissero i personaggi chiamati in causa, nel seguire il filo della problematica personale... Amico, se leggo non usando la Riflente, t’assicuro che la penso come te... Consiglio di rileggerti soprattutto la Poesia "La ginestra", con attenzione... Ritenendola l’apice della sua opera poetica!

    - Vivo ancora come un uomo, non ho tempo per lasciarmi stuprare da qualunque cosa, pretendo che almeno quel qualcosa s’impegni per adescarmi. Serve tutto in momenti diversi. Al momento leopardi è un poeta tendenazialmente noioso... Non è difficile da capire. Per il tuo principio potrei sputare in terra e tu lo troveresti bello, e ricco di significato. Apriti al mio sputo, che viene assorbito dalla terra, cogline il senso, delle radici, della terra, il tuo amore supremo... fallo... crocifiggiti dato che ci sei...-

    Rispondo:

    ogni giorno ringrazio Internet che mi permette di scrivere e migliorarmi, porta la mia croce di Poeta Naif con donazione nell’essere stato... il Poeta più crocifisso nei forum per la mia apparente arroganza... Nel mio cammino ho sempre creduto in me, pagando di persona! Non deludendo i pochi che m’apprezzavano e non lasciando i miei detrattori a bocca vuota regalando "Perle ai porci", titolo del mio secondo libro 1974. Spero d’averti accontentato!

    - Allora, analizziamo insieme il riflente di leopardi nella ginestra... facciamo assieme, e guidami tu, così non corro il pericolo di perdere il riflente... cosa vogliamo analizzare il suo stato psichico, la sua condizione sociale, il contesto storico? Ma se poi una volta analizzato e compreso tutto la penso alla stesso modo? Se invece di chiamarti il poeta e di parlare in terza persona cominciassi ad usare la prima, magari ti sentiresti più colpito, più ferito, tu allontani da te tutti quanti quando ti spacci per "il poeta" e filtri tutto quanto attraverso quella pseudomaschera, la tua pseudospocchia, i tuoi pseudosuperpoteri.-

    Rispondo:

    il Poeta naif è se stesso e non è Arlecchino...

    - Per rispondere al poeta su socrate... se la vogliamo dire tutta tutta tutta... ci sono poche testimonianze della reale esistenza di socrate... in realtà non si sa nemmeno se sia stato veramente una figura fisica; ammesso che sia reale, platone si è venduto al potere... bah... un modo come un altro di vedere le cose, quando si trasferì a siracusa (e per poco lo linciavano) cercando di esportare il suo modello di democrazia... è quello ciò a cui ti riferisci?-

    Rispondo

    Anche su Gesù uomo ci sono poche testimonianze...

    Platone, dovette lasciare Atene e rifugiarsi a Megara, poi girato il vento tornò ad Atene. Fu invitato a Siracusa, ma anche imprigionato e riscattato ad Egina come schiavo da Anniceri di Cirene... Il paradosso che scrisse il Critone, ma non ebbe la forza d’essere se stesso!

    - LA GINESTRA

    Qui su l’arida schiena Del formidabil monte Sterminator Vesevo, La qual null’altro allegra arbor né fiore, Tuoi cespi solitari intorno spargi, Odorata ginestra, Contenta dei deserti. Anco ti vidi De’ tuoi steli abbellir l’erme contrade Questi campi cosparsi Di ceneri infeconde, e ricoperti Dell’impietrata lava, Che sotto i passi al peregrin risona; Dove s’annida e si contorce al sole La serpe, e dove al noto Cavernoso covil torna il coniglio; Fur liete ville e colti, E biondeggiàr di spiche, e risonaro Di muggito d’armenti; Fur giardini e palagi, Agli ozi de’ potenti Gradito ospizio; e fur città famose Che coi torrenti suoi l’altero monte Dall’ignea bocca fulminando oppresse Con gli abitanti insieme. Or tutto intorno Una ruina involve, Dove tu siedi, o fior gentile, e quasi I danni altrui commiserando, al cielo Di dolcissimo odor mandi un profumo, Che il deserto consola,-

    col tuo AMOR di Ginestra!

    Ripeto:
    - Conosci te stesso!-

    Grazie Seire...

    Lorenzo Pontiggia il Poeta naif (marylory)


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-06-06 09:24:40|di lorenzo pontiggia

    La Poesia non ha confini

    Luce di vita, carisma, AMORE al Prossimo, dialogo filosofico nell’essere se stesso! Alacrità d’intuizione, Saggezza senza confini, nasce la Poesia: in cielo in terra!


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-05-31 17:27:45|

    Vergogna, vergogna, ancora vergogna... chi ha preso il potere in questi ultimi trenta/quarant’anni, ha riesumato furbescamente la demoplutocrazia o plutodemocrazia facendo fesso il popolo che tira il carretto! L’apice si è evidenziata con l’esplosione del nodo Natali. La ragnatela del malaffare subito si è ricostituita con maggior accortezza, da parte di voltagabbana e di politicanti improvvisati in cerca di un redditizio lavoro, illudendo con astute promesse di cambiamento gli elettori italiani, prospettando una fantomatica seconda repubblica, ma i vizi della casta danno una rendita a ragnatela e tutti si spartiscono la torta, non preocupandosi perché l’italiano non ha memoria elefantiaca, ed è facile illuderlo, dando colpa alle situazioni di contingenza... Ma lo sperpero continua ancor di più e ci dicono di tirar la cinghia, invece loro se l’allargano! Vige la finanza allegra al suono della tarantella nello stampare soldi (non essendoci più bisogno d’aver la contropartita in oro). Così il debito pubblico sale per gli italiani, ma non per la casta che comanda! L’Italia è il paese dei balocchi ad ogni crocicchio c’è la volpe e il gatto! La Democrazia, nata dal sangue versato da tutti gli Italiani nel 1946, fatta sbocciare da De Gasperi via via è svanita!

    Consiglio la lettura del libro “La CASTA” di Stella e Rizzo...

    Nel 1954 da scout, pieno d’entusiasmo ero addetto al banchetto per raccogliere le firme per l’Europa Unita... Nei primi anni sessanta in quel di Erba, dopo aver riorganizzato la Casa della Gioventù (Oratorio), per essere utile al Prossimo e non servo del potere, creai il D.I.E. Democrazia Indipendente Erbese/ Democrazia Indipendente Europea/ Democrazia Internazionale Evoluzionista. Eletto in Consiglio Comunale all’età di 23 anni, da solo pur bersagliato da tutti, ma nella fede dell’uomo Gesù ho fatto miracoli, riuscendo a far risparmiare vari miliardi di lire, nel fare opposizione costruttiva da riuscire a non far passare delle opere che la giunta presentava! Ricordo che, dal bilancio Comunale, alla voce spesa per sgombero strade dalle neve, se verso la fine di Gennaio la manna non s’era vista, in cuore pregavo che non nevicasse, affinché quei soldi fossero spesi per bisognosi. E nel secondo mandato di consigliere, la giunta, pensò di coniare una medaglia d’argento e donarcela... Presi la parola per dire che mi ero proposto alla cittadinanza per essere oculato nello spendere, quindi, il mio fare politica era come far dello sport, nel dare il meglio solo per vocazione, non per pecunia! Aggiunsi che sarebbe stato un piacere ricevere la medaglia, se ogni consigliere l’avesse pagata di sua tasca... Le coniarono, le spartirono ogni cinque anni, ma nella mia bacheca c’è la Riflente, che irradia luce! Quando i consiglieri comunali presero i primi soldi per i gettoni di presenza, dissi al segretario di versari i miei agli enti bisognosi come N.N., affinché non si potesse dire che lo facevo per carità pelosa. Da 24 anni abito ad Albese, andrò a votare la lista comunale, la meno peggio, ma rifiuterò le altre due schede, chiedendo se è possibile che sia messo a verbale, per non essere correo! Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory .


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-05-10 17:25:58|

    Dal Corsera blog Leggere e scrivere di Paolo Di Stefano

    Tutto ciò che riguarda il leggere e lo scrivere: libri di cui si parla e libri di cui non si parla ma si dovrebbe parlare, temi, spunti, autori, tendenze, casi, provocazioni, su cui vale la pena di discutere.

    Vai alla rubrica Leggere e scrivere


    lorenzo PontiggiaDomenica, 10 Maggio 2009 Voglio conoscere le tue doti di scrittore,

    e imparare nuove tecniche poetiche perchè voglio scrivere un libro di poesie e diventare una brava scrittrice grazie fabien

    Rispondi:

    Ieri pomeriggio, circa trenta persone a Milano in casa di Pino Granata, partecipa Paolo Di Stefano, responsabile del blog Corsera: "Leggere e scrivere".

    Ho cominciato presto a scrivere, soprattutto Poesie... All’età di 23 anni, nel 1964, fui eletto consigliere comunale nella lista che creai del DIE, nella città natia di Erba. Il capogruppo comunale per la D.C., era il Prof. Camillo Secchi, persona che ricordo per la cristallina onestà e preparazione culturale politica (dopo d’allora ad Erba mancò il faro!), il quale, notava con simpatia i miei interventi di stimolo per un miglior servizio al popolo Erbese. Venne a sapere che scrivevo poesie e le volle vedere... Quando le riconsegnò, disse: - Tieni via tutto l’evolversi degli scritti, perché domani varranno!- Ricordo in terza elementare la Maestra Lucia Oliva, disse di un tema in classe che avrei vinto il premio "Fata Azzurra"... Questi sono i ricordi che mi han sorretto nel lungo cammino dello scrivere...

    Ho pubblicato libri di Poesia spontanea senza preparazione di lettura, cogliendo la poesia dal vivere quotidiano, aggiungendo tanto AMORE, parola usata, sfruttata, ma che pochi conoscono... Oggi, Internet, volente o nolente mi dà possibilità di farmi conoscere, diciamo in tutto il mondo, però mi chiede sacrifici di leggere molto, molto, e stare attento agli errori grammaticali e di sintassi... Oggi, son fortunato d’aver conosciuto dopo la morte di mia moglie Mary, dopo circa tre anni, Ivana Raccis, Prof. di lettere che mi stimola a 360 ° e che crede nella mia Poesia...

    Quindi cara Fabien, leggere, leggere, leggere e scrivere, filtrando il meglio che puoi dare agli altri con Immanenza di verità... Cerca in Internet: Il Verbo dell’AMORE Ciao e tanto AMORE in ciò che fai... AMORE


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-05-04 13:57:26|di Roberto Guerra
    Eventualmente grazie per l’attenzione: sul tema ho edito il seguente ebook La poetica di Internet vedi http://futurismo2009.myblog.it/archive/2009/03/18/guerra-roberto-la-poetica-di-internet.html allego link e articolo in merito. Cordiali saluti. Roberto Guerra da Ferrara.
    Ferrara La poetica di Internet....

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-03-22 19:57:54|di lorenzo pontiggia

    Internet

     Ciao a tutti, essendone direttamente interessati abbiamo deciso di lanciare una discussione su uno dei temi caldi del momento: quali regole per Internet?-

    Rispondo: le regole in Internet nascono in coscienza di Riflente (Riflessione-mente), soprattutto nelle scuole, dove buone maestre possono insegnare non solo ad usare il computer...

     La Rete delle Reti oggi si configura come una zona franca ove, nel bene e nel male, si può fare e dire praticamente tutto e - se si è un minimo accorti e si dispone degli strumenti adatti - l’impunità è poco meno che garantita.-

    Rispondo: la Libertà d’espressione e l’educazione civica comportamentale è demandata alla scuola almeno dell’obbligo, ma purtroppo per mancanza di etica da parte dei governanti che sfruttano l’ignoranza non è insegnata, così si tira a campare...

     La natura intrinseca di Internet ne fa una struttura sovranazionale e la sua regolamentazione richiederebbe un approccio mondiale, forse addirittura un ripensamento del concetto di diritto applicabile agli Stati sovrani.-

    Rispondo: Fallita la globalizzazione per mancanza d’umanità, non vorrei vedere una globa-gattopardo sovranazionale al servizio ancor di più di chi comanda!

     Mentre si continua a pensare però la Rete ospita di tutto: meravigliose battaglie democratiche e civili, orizzontalizzazione dei saperi e delle conoscenze, amplificazione del ventaglio delle opportunità individuali, condivisione di valori ed esperienze; dati estremamente positivi ai quali purtroppo si somma un rovescio della medaglia composto da cybercrimes, truffe, adescamenti, diffamazioni, pedopornografia e traffici illeciti di vario genere e natura, il cui contrasto è sempre più difficile.-

    Rispondo: la scuola è un fallimento, la Rete può dare alle nuove generazione ciò che manca alla scuola! Non si può pretendere che Caino l’assassino, il nostro antenato per non dire padre, iniziatore delle maleguerre s’arrenda! Ripeto: è la testa di comando che deve dare l’esempio!

     Vorremmo raccogliere le vostre opinioni su quelli che ritenete i metodi più corretti per favorire uno sviluppo armonico della Rete che massimizzi i valori positivi, arginando nel contempo le distorsioni provocate dalle attività illecite. Grazie per la partecipazione, Team Community Rai-

    Rispondo: è da nove anni che navigo in un paradiso d’intrighi, ma d’AMORE e sono solo all’inizio del più bell’amplesso dopo quello della Vita e in futuro del Trapasso, d’essere meravigliosamente felice del Dono d’Internet, datoci dall’Immanenza del MISTERO, tramite la Riflente, il mezzo per creare, cambiare in meglio la società a dimensione Umana, principio della Rivoluzione d’AMORE! Internet è già controllata da Finanza, Polizia, Carabinieri... Quindi lasciatela vivere affinché diventi la scuola del domani...

    Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-02-13 09:10:18|di lorenzo pontiggia


     Leggere e scrivere di Paolo Di Stefano

    Tutto ciò che riguarda il leggere e lo scrivere: libri di cui si parla e libri di cui non si parla ma si dovrebbe parlare, temi, spunti, autori, tendenze, casi, provocazioni, su cui vale la pena di discutere.

    Vai alla rubrica Leggere e scrivere


    lorenzo Pontiggia -Giovedì, 12 Febbraio 2009 (Corsera)

    Quando i Poeti parlavano a tutti

    La Poesia è sintesi dello scibile umano... Non ha colori è se stessa, illumina il cielo all’innamorato di versi d’AMORE...

    Scrivere amore senza AMORE è di tutti, l’eccezione non fa testo... Al Vate nel dir la Verità troncan la parola...

    Ben accetti i servi al servizio del potere...

    marylory Lorenzo Pontiggia-

    Con AMORE grazie Amici...


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-01-30 15:55:37|

    Gesù Cristo

    Nasce a Nazareth da famiglia laboriosa armonicamente unita nella fede dei Padri, precocemente sviluppa l’intelletto aprendosi al dialogo nel dare un significato alla vita… A dodici anni in visita alla città di Gerusalemme, lasciò momentaneamente la compagnia dei genitori per dialogare con i saggi del tempio... Dopo tre giorni fu ritrovato da Giuseppe e Maria nel tempio, in mezzo ai profeti d’allora… I Dottori consigliarono ai genitori di far studiare il prodigioso giovane, spiegando che sarebbe stato un peccato non far apprendere quelle cognizioni di conoscenza Universale ad una mente così precoce… Giuseppe, giustamente non era d’accordo, il figlio già abile aiutante nel realizzare i lavori di falegname, sarebbe stato d’aiuto anche per la vecchiaia; la mamma, senza scontrarsi col marito, per il bene del figlio era propensa; il papà, oltre a perdere l’aiuto doveva sostenere il costo dell’apprendimento. I Saggi dissero di non preoccuparsi per questo, che l’avrebbero mandato ad Alessandria d’Egitto, presso la grande Biblioteca e che mentre studiava lo scibile umano avrebbe dato una mano alla ricostruzione di un’ala bruciata della grande Biblioteca... Maria, felice, Giuseppe a malincuore accettarono… Gesù fino a trent’anni, tra studio e lavoro apprese le varie scienze allora conosciute tra cui la filosofia greca, che splendeva per il dialogo democratico dalla scia lasciata da Socrate, che irradiava luce anche tramite la Colonia greca degli Esseni (vedi le lettere ritrovate) sulla costa del mar Morto.

    In piena maturità lasciò Alessandria per ritornare sui passi dell’adolescenza, camminando in carovana ammaliava per le sue avvedutezze i compagni di viaggio, i quali cominciarono a chiamarlo Maestro... Il vento di voce in voce anticipava i suoi passi e la gente accorreva chiedendogli non solo consigli… La sua calma, le metafore illuminavano il cammino, la scienza d’Ippocrate creava i miracoli… Il Popolo d’Israele che aspettava il Messia, pensò che fosse arrivato e cominciò a crederci… Gesù era a conoscenza di quest’attesa, adoprando la Riflente arrivò a concepire che per il bene del Popolo valeva la pena d’immolarsi! Si ritirò nel deserto per prepararsi a non deludere se stesso e non deludere le aspettative... Gesù nella continuità della conoscenza democratica diede l’Identità d’Essere tutti figli di DIO, uguali davanti al Padre (MISTERO).

    Gesù alla domanda di Pilato (messa in bocca dai sacerdoti): <…sei accusato d’affermare che sei figlio di DIO?> diede la risposta che gli costò il calvario:
    - Sì sono figlio di DIO, perché TUTTI son figli del MISTERO!-.

    Dal Libro: Quaderno di filosofia politica La Riflessione... Villa Calliope Editore 2007


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-01-27 12:00:32|di lorenzo pontiggia

    27-02- 45: Ricordare

    Facile dimenticare, impera l’ego di Caino... La pellaccia è sensibile all’edonismo... La Riflente vegeta nel limbo, l’ago è impazzito, si premono bottoni cadono i birilli... E’ il gioco della bestia seduto alla tastiera padrone di nulla ma col potere carpito con l’inganno in nome dell’ignoranza schiava senza AMORE...

    il Poeta


    27-02- 45: Ricordare

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2009-01-20 18:40:40|

    Grazie Kea che rappresenti tutti e chi ci legge... Dono con AMORE la mia ultima Riflessione in Riflente:

    La verità si fa strada come risultato della conoscenza dell’habitat, raggiunto tramite la corteccia cerebrale della psiche, composta da cellule sensoriali intuitive, atte a determinare ragionamenti istantanei, stimoli di energia cosmica che nel cervello producono pensieri variamente intelligenti finalizzati a cogliere il senso della vita. Lo scibile umano esige il contatto diretto dei sensi, usando, ad esempio, la funzione visiva si proietta lo stimolo nell’area psico-motoria, da cui nasce l’azione della volontà di conoscere e memorizzare, a cui si aggiunge l’intelligenza intuitiva o ragionamento istantaneo analitico correlato all’immaginazione, facoltà intellettiva superiore del genere umano, senza la quale non potrebbero nascere le grandi idee, le scoperte scientifiche, le produzioni artistiche nei vari campi. Metaforicamente Caino, per suo interesse personale, allontanando l’AMORE, la Libertà, la tensione al Vero, rifiuta l’uso della facoltà intellettiva superiore, in sintesi la Riflente e pone limiti all’umanità. Così, finché non si recupererà la Riflente, non si vivrà come esseri umani non sfruttando appieno tutte le potenzialità intellettive!

    Parte del Libro: La RIFLENTE a breve l’uscita... Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2008-12-25 10:35:16|di il Poeta

    Ciao Vanni e chi legge...

    25 Dicembre

    La Parola Universale che dovrebbe vivere in noi è una: A M O R E!

    Nascita Pace in Terra condivisione del MISTERO!

    Auguri anche a Lorenzo.... Scritto da robertoli il 2008-12-24 16:29:12


    ... sempre conciso ed essenziale (oltreché, ritengo, bravo)!

    RB


    Scritto da il Poeta il 2008-12-25 09:52:09


    Robert,

    grazie del bel regalo di Natale... A tutti rinnoviamoci nell’AMORE... Lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2008-12-09 18:14:32|di il Poeta

    [quote=Aliante2002,9 Dec 2008, 11:10 ] LENTAMENTE MUORE Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine ripetendo ogni giorn gli stessi percorsi, chi non cambia la marca chi non rischia e cambia colore dei vestiti chi non parla a chi non conosce Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru Muoe lentamente chi evita una passione ci preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i pittosto che un insieme di emozioni propio quelle che fanno brillare gli occhi quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti Lentamente muore chi non capovolge il tavolo chi è infelice sul lavoro chi non rischia le certezze x l’incertezza, inseguire un sogno chi non permette almeno una volta nella vita di fuggire a consigli sensati Lentamente muore chi non viaggia chi non legge,chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso Muore lentamente chi distrugge l’amor propio,chi non si lascia aiutare chi passa i giorni a lamentarsi della propia sfortuna o della pioggia incessante Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo chi non fa domande sugli argomenti che non conosce Evitiamo la morte a piccole dosi ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga superiore del semplice fatto di respirare soltanto l’ardene pazienza porterà al raggiungimento di una splendida pazienza. Martha Medeiros O PAblo Neruda LORENZO PUOI AIUTARMI ????

    Questa è di Martha Medeiros


    Pablo Neruda

    Lentamente muore Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e’ infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicita’. Pablo Neruda


    Lento morire

    Colui che è servo di se stesso, dall’alba al tramonto, fa le cose senza calore… Sfugge al confronto criticando il vicino, triste, per la sua fortuna… Non vuol conoscersi per paura della verità, resta immobile sul mare del nulla per non pagar dazio… Volto all’indietro per non sbagliare nell’apatico tran tran del lavoro senza AMORE, vorrebbe, ma staccare il freno è troppo sacrificio. Per brillare chiede inutile consiglio a chi sa meno di lui, parco altresì nel dare, tronfio della sua vanità. Costa girare la strada viva, meglio stare in casa a gustare la bottiglia fino all’ultima goccia. Dura fatica leggere i libri e soprattutto capirli. Suona basso il ritmo dell’amore: costi, problemi, meglio stare a crogiolarsi nel proprio brodo, in compagnia della malinconia, in-consapevole di un lento morire…

    il Poeta

    Ciao e grazie a tutti Voi amici.... Lorenzo

    [/quote]

    Aliante2002 Messaggio Oggi, 16:49

    utente basic

    Gruppo: Members Messaggi: 41 Utente Nr.: 153473 Iscritto il: 19-February 08

    Grazie Lorenzo sei gentilissimo ! Ti dedico questi versi di NERUDA: TU SEI COME LA NOTTE, TACITURNA E STELLATA. DI STELLA E’IL TUO SILENZIO, COSì LONTANO E SEMPLICE.


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2008-12-01 12:11:30|di il Poeta


     Marylory, leggo affascinato le rime che scegli..e cerco di comprendere. Il modo "poetico" aiuta a sintetizzare concetti che altrimenti dovrei (parlo per me) sviscerare con lunghi monologhi senza sapere se sono comprensibile, se ho scritto bene...e se ho detto tutto..e poi mi confronto anche con la tua visione dell’Amore che traspare anche dalle tue scelte, che vanno cosi in alto e libere che mi riesce a stento di seguirti.-

    Rispondo: La Virtù dell’AMORE nasce dalla TRASCENDENZA del MISTERO (DIO) concretandosi nell’IMMANENZA dell’AMORE della RIFLENTE (Riflessione-Mente), Dono insito nell’Uomo! Ogni goccia è cellula che si rinnova nell’inno dell’AMORE al Vivere, accettandosi, sublimandosi, migliorandosi per crescere in Armonia nel darsi un senso Universale…

     Il mio " Io " non è indirizzato amorevolmente verso un "Prossimo" del quale dentro di me non ne vedo bene i contorni, per il quale comunque non manco di altri valori di civile convivenza nella società. Mi sento spiazzato dall’idea di "Amare" più di una persona per volta e che non conosco. Un’idea caratterizzata da una più miope prudenza. Paura? Diffidenza? In essa cerco di ritrovarmi e mi fa anche immaginare di aver raggiunto quella dimensione unica di quel "Mistero della Vita" amando chi con me e come me interscambio quell’ Amore spontaneamente.-

    Rispondo: la Riflente distingue l’Uomo e lo responsabilizza, l’uomo che Vive usa la Riflente, l’AMORE infinito che dà gusto al Vivere, significato alla Vita, Luce al Prossimo senza carità pelosa, ma altruismo al perdono nel segno di PACE di Progresso Umano…

     La fiamma che brucia senza condizionamenti o forzature. Leggere negli occhi di lei e sentirmi dentro cose che né io né lei abbiamo detto a voce, percepire, intuire,intravedere, quasi toccare la" Fonte" di quella felicità unica, quella sensazione strana di pensare all’altro come se l’avessimo da sempre conosciuto. Da qui potrebbero diramarsi mille rivoli di discussioni o confronti di idee che approderebbero alla Religione, alla Filosofia..e tutte le discipline mentali più profonde. C’è un racconto zen che dice: "Oh, quanto soffro. Le altre onde sono così grandi e io sono così piccina. Alcune onde sono tanto ricche e io sono così misera." L’onda più grande gli rispose "Pensi di soffrire perché non hai visto chiaramente il tuo "Volto originale". "Non sono un’onda? cosa sono?" disse l’onda piccina. "L’onda è solo la tua forma temporanea. In realtà sei acqua". "Acqua?" ribatté sorpresa l’onda piccina. "Quando ti renderai conto che la tua essenza fondamentale è l’acqua, non penserai o crederai erroneamente di essere un’onda e la tua sofferenza sparirà". "Oh, capisco! Io sono te e tu sei me, siamo entrambe parti di un sé più vasto."-

    Rispondo: l’AMORE di Terra si compenetra nella Spiritualità in un grido d’AMORE delle due cellule che all’unisono esplodono in Trasparenza Creativa del MISTERO! Si rinnova la Verginità, il Dono dato all’Umanità, il premio all’AMORE infinito che ci fa AMARE il Prossimo nel partecipare in Comunione d’AMORE, principio di Comunità…

    "Oh, capisco! Io sono te e tu sei me, siamo entrambe parti di un sé più vasto."

    Grazie Kewin Koster, Aliante... e tutti coloro che AMANO la Vita!


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2008-10-29 10:42:19|di il Poeta

    ESIODO (dal Libro la Riflente –Riflessione-mente).

    Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo, se deve dipendere dalla gioventù superficiale d’oggi, perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile, irriguardosa e saputa. Quando ero ancora giovane mi sono state insegnate le buone maniere ed il rispetto per i genitori: la gioventù d’oggi invece vuole sempre dire la sua ed è sfacciata.”- Esiodo

    Parole attuali riecheggianti nei secoli, dura realtà che si perpetua da Caino, e che continuerà finché i genitori non adopereranno la Riflente insegnando l’AMORE con l’esempio, e la scuola non preparerà democraticamente i giovani ai valori sociali! La Poesia deve possedere valori universali e originare emozioni, i poeti adoperando la Riflente sono il sale della Terra, esprimono il loro mondo a tutti gli uomini, insegnando tramite il filosofare a far Politica Democratica. Esiodo, già nel VIII/VII a.C. si occupò per primo di una nuova poesia: la poesia "didascalica" tesa ad insegnare che la filosofia nella prassi è politica = sintesi di vita non solo pastorale… Esiodo sa d’essere poeta, a differenza dei poeti tradizionali, egli è un puro, genuino che non si mescola, e per la sua avvedutezza socializzante è definito il poeta degli umili, da non essere apprezzato alle corti… Esiodo si fa maestro di sapienza, poeta vate, ponendo le basi alla cultura occidentale, la quale fa orecchie da mercante, adoperando solo la pseudo riflente o riflessione speculativa, da non ammettere che la filosofia è la base della vera Politica Democratica… Di questa realtà Esiodo è consapevole, ma la colpa non è del vate, bensì del Caino che è in noi: la furbizia o l’ignoranza delle virtù che il filosofo ci tramanda… Esiodo è il poeta del vivere quotidiano, consapevole dell’innovazione, un vate che vuol dare il meglio istruendo gli uomini ai valori che conferiscono dignità al vivere. Fu il primo poeta a specificare il numero delle Muse, e dar loro il nome. Calliope, ad esempio, è la musa della parola, dell’etica, la più illustre a contatto con l’autorità politica, la voce del sapere, dell’autorità e nel contempo la voce del piacere…

    Lorenzo Pontiggia Il Poeta marylory


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2008-06-26 20:44:11|
    borraccia blu?

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-12-06 15:15:47|di il Poeta

    La vera poesia è di Lore (forum Bulgaria)...

    Percorsi di Lettura alla Galleria Europa a Lido di Camaiore

    "Percorsi di Lettura"

    LIDO DI CAMAIORE - GALLERIA EUROPA - 2007

    lunedì, giovedì e venerdì pomeriggio di ogni settimana dalle ore 16,00 alle ore 18,30 ingresso libero

    LUNEDI’ 17 dicembre Presentazione di idee progetti con l’Associazione onlus Araba Fenice, attraverso autori, poeti ed artisti di strada. Illustrazione di percorsi culturali, teatrali e musicali. A cura di Emma Viviani (regista)

    GIOVEDI’ 20 dicembre Spazi aperti alle culture a cura di Federico Bilotti in collaborazione con Silvia Russo e Andrea Abiati. Un Percorso dedicato a Federico II di Svevia Imperatore, autore e genio del trait d’union di due culture, mediterranea e germanica

    VENERDI’ 21 dicembre Federico Bilotti presenta: Racconti e Novelle del Commediografo Pier Maria Rosso di San Secondo, su percorsi figurativi dell’artista Rosario Murabito. Avvio dell’idea progetto “Parco Letterario Camaiore – Versilia”. Con l’intervento: dott. Giuseppe Testa (segretario generale Comune di Camaiore), architetto Alessandro Cinquini (responsabile U.O.LL.PP.), Silvana Arata (poetessa, giornalista Rai Tv), Massimo Ampola (sociologo, docente Università Studi Pisa). Letture a cura di Alfia Meliani e Beatrice Baroni (Compagnia Teatrale La Soffitta), Anna Belli Consoloni (docente Scuole Medie), Licia Forlivesi, Carla Lombardi, Alessandra e Grazie Ulivieri (Editore Ibiskos)

    LUNEDI’ 24 dicembre Presentazione del libro “Camminare con l’Anima” Raccolta di poesie di Anna Esposito e Massimiliano Pastore “La libertà è uguale alla non violenza" Antologia di poesie di Idana Pescioli Con sottofondo musicale (Debussy) Con la partecipazione dell’Associazione Amnesty International Italia 91 Versilia, presidente Alessandra Pucci

    GIOVEDI’ 27 E VENERDI’ 28 DICEMBRE Poesie e Racconti dalla Versilia alla Val di Lima a cura di Luciano Valleroni. “Le mie Poesie” di Luciano Valleroni Le Poesie di Sara Biscretto – Famiglia Rontani Poesie di Angelo Mattera poeta, scrittore, giornalista Il Libro “La Scala di Moh” di Mario Lena scrittore, giornalista Con l’intervento particolare di Mario Pellegrini (scrittore, giornalista) e Claudio Duccini (regista radiotelevisivo) Ricordando:
    - Aldo Valleroni giornalista, scrittore, autore musicale
    - Enio Francesconi, artista e poeta camaiorese
    - Sergio Bernardini, autore-ideatore tempo libero, spettacolo, cultura
    - Renato Giannecchini, autore del libro “Le due lanterne”
    - Giuseppe Baldini, autore del libro “Il bimbo e il nonno”
    - Don Bruno Simi e Giuseppe Bertacchi, con il Libro “Il Secco”
    - Franca Taylor Fam. Gattai, autrice letteraria ed attrice-regista teatrale

    GIOVEDI’ 3 gennaio 2008 Artisti di Strada: La nascita di una commedia attraverso idee ed emozioni che danno vita all’opera A cura di Emma Viviani, autrice e regista TITOLO: “Ci sarebbe da scrivere una commedia” ATTORI: Emilio Montuori, Antonella Vivarelli, Lole Fabbri, Corrado Bonetti LETTORI: Maria D’Urso, Licia Forlivesi, Libero Montuori

    VENERDI’ 4 gennaio "Autori in Rete" a cura di Demetrio Brandi ed il suo staff Con l’intervento di Stefano Carlo Vecoli, Augusto Lunardini, Giuliano Brunel...

    =================================================== LUNEDI’ 7 gennaio "Poesie e Racconti" Lorenzo Pontiggia “Mary Lory” Artista e Poeta Näif =================================================== Giuseppe Testa Poesie e Note: l’Amore e il Paesaggio Italiano Roberto Stefanelli “Lucca 2069 Le Quattro Lettere di Dio” (Editore Ibiskos) Elise Ciarenz “Odi Armene” nell’interpretazione di Mario Verdone (Editore Ibiskos, Alessandra Ulivieri) Ricordando: Pierino Graziani, giornalista radiotelevisivo, scrittore, parlamentare italiano ed europeo Interventi di: Anna Graziani (figlia di Pierino Graziani), Maria Tomassini (docente), Claudio Duchini (regista) Letture di: Daniela Domenici (operatore culturale), Licia Forlivesi (Associazione Araba Fenice) A cura di Federico Bilotti e Paola Bogazzi

    GIOVEDI’ 10 gennaio Libro “La maratona di solidarietà per il popolo Sarahawi” di Stefano Tommasi Intervengono: l’autore, Ing. Marco Antongiovanni, Liviano Dini, Ubaldo Bonuccelli Letture dei registi della Compagnia Teatrale La Soffitta: Meliani, Bonuccelli, Baroni Libro “La mia Africa” di Comboni Nell’occasione saranno inoltre citati i libri dedicati ai bambini d’Africa a cura di: dott.ssa Maria Liane Ledwon (medico chirurgo), dott.ssa Patrizia Rossi, Paola Pellegrinetti (infermiera, Associazione Nutripa) In collaborazione con le Associazioni Umanitarie Volontariato del Territorio: Telefono Azzurro, Amnesty International, Croce Verde, Croce Rossa, Misericordia

    VENERDI’ 11 gennaio Percorsi Geografici, Culturali, Architettonici e Spirituali dalle Apuane alla Fossa Dell’Abate Memorie e Presente – Idee Progetti - Dibattito Intervengono: il sindaco di Camaiore Giampaolo Bertola, il vice-sindaco di Camaiore Alessandro Santini (assessore al turismo), il presidente del Consiglio Comunale Pierfrancesco Pardini, P.I. Mauro Santini (assessore alle infrastrutture), dott. Giuseppe Testa (segretario generale), ex assessore Cinquini e staff, ing. Filippo Bianchi (responsabile U.O. manutenzioni reti pubbliche), ing. Claudio Castellacci (dirigente settore LL.PP.), Carlo Alberto Carrai (presidente del Consorzio di Promozione Turistica di Camaiore) Libro“La via del Lucente” Via Francigena e il Liberty a Lido di Camaiore Versilia A cura di Federico Bilotti in collaborazione con Emma Viviani, il presidente della Circoscrizione n.3 Stefano Francesconi e tutti i Consiglieri

    Per informazioni:

    telefono 0584.617766

    Cinzia Donati

    Tutti gli eventi della Versilia su www.versiliainfo.com

    Questo evento è in programmazione per Gennaio: 3 4 7 10 11 Dicembre: 17 20 21 24 27 28


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-05-07 21:36:57|di Luigi Nacci
    Ma per quale motivo, Massimo, qualcuno qui ti dovrebbe chiamare? Chi dovrebbe farlo, secondo te? Insomma, sarcasmo è ’lacerare le carni’, non ’lacerare le carni e poi toccarle, guarirle’... senza rancore, ciao, Luigi

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-05-02 14:34:57|
    avevo dato pubblicamente il mio telefono: nessuno ha chiamato. segno che non c’è vero odio, ma solo ironia, né vera critica (tanto meno "costruttiva"); l’ironia è umorale e non scientifica, esattamente come è passionale e non filologico l’articolo di Patrizia Bianchi. E dietro i nicknames c’erano persone che non potevano chiamarmi, perché sono riconoscibili. Ma questa è già un’altra piccola tragedia: che siamo sempre pochi, e sempre gli stessi, ad abbracciarci o a massacrarci. vivete felici! lascio la presa, davvero massimo

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-23 14:19:09|di Marco

    è tornato educato. toh.

    continua a non capire, sì, ma questo è meno importante


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-23 07:09:13|

    Marco (quale esattamente dei tanti Marchi della terra?)se la prende in modo personale a proposito di questo post, non è curioso? Nessuno sta attaccandolo, eppure scalcia. Che si tratti di liaisons dangereuses?

    Cuore Matto (pseudonimo di Marco X)


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-23 02:36:09|di Marco
    come sei conciato, povero anonimo. su, dài, qualche altro commento e rovesci fuori tutta la tua identità. dentro non rimane niente

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-23 00:42:34|di Christian Sinicco
    Caro Matto, guarda che il progresso ha fatto miracoli, più della religione: ci sono dei meravigliosi materiali, ceramiche resistentissime pure ai chiodi, e tutto ciò mimetizza il candore bianco della dentina. Te lo dico come esperto ovviamente:-)

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-23 00:36:44|di il matto

    ciao a tutti: ho seguito all’ombra dei cipressi la vostra amena discussione: affascinante.

    A proposito dei dentisti-dantisti e dei loro stupidi assurdi convegni: no, non mi posso lavare i denti troppo spesso, Chris, se devo irrobustirli per potere mordere chiodi anche io, povero poeta di provincia:

    pare che per essere poeti attuali bisogni andare a rilasciare interviste alle piccole televisioni di borgata, farsi fotografare con il saio in testa come la madonna e avere denti abbastanza neri e metallizzati da potere rosicare chiodi. Uhùùù!


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-22 02:04:24|di Christian Sinicco
    ao’...! Lavatevi i denti e andate tutti a domire!
    (sempre dal convegno dei dentisti dantisti:-)

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 22:35:04|

    marco, a detta di molti, pare che abbiamo lo stesso dottore, e perfino nella stessa città: ma a te le dosi le azzecca, ecco perchè stai sempre a fare Yarwwwwmm, e Ronff,... stai sedatooooo e rincoglionitooooo, che è na’bellezza!

    sogni d’oro .......bel bambino ............hai fallito.......... il tuo PROMO! (volevi così tanto mettere al mondo una creaturina tutta tua, marcoooooooooo?

    ma non facevi prima ad accoppiarti con una bella donna de roma e quartieri: e invece di un piccolo mostruoso poetucolo di genova ....mettevi al mondo un promettente romanuccio giovenalino? La prossima volta se te permetti de uscì fora der seminato te meno! te impalluccio!)


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 21:59:16|di Marco

    e che noia poveretto. 2 bal.

    ma basta con questi farmaci, cambia dottore. questo ti sbaglia le dosi.

    ronf


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI.. un uomo disgustoso.
    2007-04-21 20:26:04|

    È un ipocrita! Sentite che dice dei suoi compagni! E’ un ‘accusone’ delle suore…rompetegli il ….! Egli dice:

    “Se c’è un mondo violento e sgarbato e ignorante e aggressivo è proprio quello dei poeti contemporanei italiani.”

    (di cui sannelli è il primo esponente!)


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 20:21:47|
    Massimo dice che Pasolini è un ’uomo molto ironico’,.... e come mai Sannelli non ha imparato da Pasolini questa ironia?

    E SE LA VERA POESIA FOSSE una grande menata
    2007-04-21 20:20:23|

    Noto in questa intervista di MS:

    1. i peli sulle dita

    2. il termosifone dietro sul fondo

    3. come l’affermazione che “non si capisce nulla” sia sintomatica di....

    4. non dice nulla di nuovo in nessun momento dell’intervista solo ripetizioni di quello che è stato detto da critici autorevoli sull’argomento

    5. è più interessante quello che dice e chiede l’intervistatrice

    6. ad un esame universitario il modo in cui pone le risposte avrebbe sortito un voto tra il 22 e il 24 max.

    7. non ha coperto con il correttore le imperfezioni della pelle e gli si vede qualche pelo incarnito

    8. il poeta non è n caso che si crea o auto-crea: il poeta è.


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 20:00:16|di lorenzo

    caro marco, vedo che sei diventato un simpaticone... e io che mi son preso pure la briga di rispondere all’ennesima delle tue pseudo-domande, spiegandoti l’analogia che avevo usato, sulla quale ironizzavi. tanto per. a quanto pare non mi è concesso neanche difendere sannelli. e va beh.

    quanto a te, luigi, capisco che stai un po’ incazzato, ma io il mio "mo’ basta" te l’ho motivato (evitare l’OT), tu? che ho fatto di così orribile, ti ho solo spiegato la domanda di sinicco. dalla risposta che avevi dato mi sembrava chiaro che non l’avevi capita.

    ciao

    lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 19:51:13|

    una star?

    http://www.universotv.it/pannello/ins_video/video.asp?id=581


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 16:31:10|
    P.P.P.P.A. (povero piccolo pallido pavido anonimo) ...

    E SE se fosse prudente salvaguardare la propria privacy in un mondo di pazzi?
    2007-04-21 16:15:47|
    no, l’anonimo è anonimo perchè teme quelli come marco che minacciano di mettere mano ai fucili, come il pazzo coreano del Virginia Tech. e marco ha appena minacciato di tirare fuori dallo stivale un fucile spara-pallini, o scacciacani: il passaggio da un’arma a un’altra arma più letale di una scacciacani potrebbe essere non tanto complicato. e marco ha anche manifestato un notevole irritazione verso l’interlocutore pseudonimo (sempre che sia solo uno e non più di uno). ed ecco che in un mondo di pazzi squilibrati si preferisce mantenere il legittimo pseudonimo, il riserbo, con la protezione totale della propria privacy. mica si è obbligati a mettere a repentaglio la propria incolumità quando il sito consente che si posti con un nick-name qui come nel resto del mondo e del web? ma che volete? poi ....chi si vuole esporre, lo faccia pure...

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA FOTOGRAFIA?
    2007-04-21 14:47:05|

    NAIL EATER

    DATE UNO SGUARDO ALLA FOTO DELL’ url DI SOTTO (pare che ci siano altri mangiatori di chiodi nel web! che il nostro eroe vi si sia ispirato??)


    http://www.ralphmag.org/DB/man-nail...

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 14:25:38|di Christian Sinicco

    Marco, scusa, intendevo narcisista nella comunicazione (vedi le foto:-) Ma per me non c’è nulla di male, ognuno c’ha le sue! E’ normale tirarsi dietro le critiche per certi atteggiamenti, però.

    Sul dileggio: meglio la critica: ovvero, meglio i fatti. Non è così terribile. Si muore, quindi, che problema c’è? Il cielo e la terra non sono sentimentali (Lao Tsu).

    Indirizzare o no: gli atteggiamenti, e certi scritti (in rete nei post) di Massimo, hanno dato vita in passato a tutta una serie di sciocchezze (uno l’ha confrontato col cristo o con l’etica cristiana!)... Come spiegato a Monfalcone, la poesia è la poesia, l’autore è autore con le sue capacità formative e con il suo pensiero morale, che non è detto fondi un’etica (meglio sarebbe, ma il più delle volte non è così). Un’altra cosa è pure il pensiero di altre persone su un autore (o l’emozione su una poesia)...un’altra cosa è la critica. Indirizzare...dare degli indirizzi, in questo senso. Comunque i pesci che hanno abboccato sono sempre gli stessi, non credete?

    Adios, dal convegno dei dentisti dantisti:-)


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 13:12:09|di Marco

    l’anonimo è anonimo non perché tema le critiche ma perché teme il dileggio. altro che etimologia.

    e è ossessionato dai chiodi. roba da chiodi. evvvabbbè. ognuno ha le sue fisse (i suoi chiodi, appunto). statti nell’ombra. chi te la toglie?

    qualcun altro tira il sassetto e nasconde la mano. anche perché smorzare le leggerezze gli conviene.

    yaaaawn. basta veramente. nemmeno il caso di tirare fuori la scacciacani dallo stivale. (quella a salve, che fa rumore e basta). (nemmeno quella).

    appoggio l’opzione luigi. mandiamo i titoli di coda


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 12:52:50|di Luigi
    Ah Lore’, come hai scritto nell’altro post: mo’ basta. Buona luce!

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 12:50:07|di Sempre più arrovellato dai dubbi (su di voi!)

    Chris, ’dileggiare’ è etimologicamente meno grave che ’criticare’, in quanto significa "solleticare", prendersi gioco, porre in ridicolo, nel senso buono del termine, come "delicio" (dileggio, scherzo).

    La critica è cosa ben più seria e temibile del leggero, goliardico dileggio, dello scherzo, del prendersi gioco: e del resto, mostrarsi con un pugno di chiodi tra le mani congiunte nell’atto di ingoiarne un bel numero, scusa, eh!, ma proprio MS se l’è tirato addosso un poco di dileggio.


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 12:08:22|di lorenzo carlucci

    Luigi "indirizzare la provocazione" vuol dire quel che vuol dire: diciamo che se provocare è sparare (o chiamar fuori con un colpo di fucile) si deve anche mirare giusto (così che senta il maggior numero di persone possibile).

    Scusa la glossa al Sinicco.

    Lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 11:54:19|di Luigi
    Christian, che vuol dire ’indirizzare meglio una provocazione’? Per carità, provocare significa chiamar fuori, hai presente Clint Eastwood in Coraggio, fatti ammazzare? Quando si provoca non si media, è come dire a Persio: sii più equilibrato, come Orazio! Ma dai :-)

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 11:32:59|di lorenzo carlucci

    ah... chiedevi di quello... come al solito domande sulle cose più "laterali", poetica dello scarto (?). sai ho detto tante cose non potevo sapere su cosa tu chiedessi dettagli. su questo no, proprio no, non mi sento di aggiungere nulla. lascia essere un po’ allusivo anche me. o vuoi che ti spiego come funzionano le analogie? poesia —> responsabilità —> colpa —> responsabilità penale —> delitti: delitti di varia entità (ladro o assassino) —> poesie di pesi diversi: colpa —> azione —> scelta: ladro o assassino? —> scelta: poeta così o poeta colì? poesia —> azione —> scelta: poeta —> scelta già fatta.

    ciao lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 11:14:52|di Marco

    che pazienza ragassi.

    allora. ti cito: Marco, che dici: "(urca. tra essere assassino e ladro la scelta è dura)." Ti dico: scegli tu. Anzi, hai già scelto.

    specifica, specifica, dicci, dicci. il mondo è assetato di sapere


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 10:41:58|di lorenzo

    marco, che cosa vuoi ch’io specifichi e dica, e ad uso di chi?

    lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 10:22:29|di Marco
    darei le stesse risposte che davo a Luigi, qualche commento fa.

    e posso smentire l’affermazione "non c’è un autore più narcisista di MS", conoscendolo. vedendoci ne parleremo.

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 03:01:51|di Christian Sinicco

    Sannelli questa volta non ha fatto nulla di male - la sciocchezza sta nella pubblicazione di Ramberti. Nacci avrebbe potuto indirizzare meglio la provocazione, però la sostanza non cambia: non conosco la Bianchi, e non credo che si scandalizzi se qualcuno le dice che non c’è nulla di critico o interessante nel suo scritto.

    Altra cosa è il criticare, non tanto la poesia di Sannelli che è capace di essere in alcuni momenti interessante come pure scritto, ma il suo pensiero critico e morale (per cui lui si è sentito attaccato, spesso, qui su ap o su poesia e spirito ad esempio, non capendo che c’è una sostanziale differenza tra le due cose, la poesia e l’autore della stessa, che poi vorrebbe fare anche l’intellettuale - e secondo me non ci riesce molto bene). C’è pure una differenza tra il dileggio e la parodia, ed è vero che le persone qui si son messe a servizio del primo; però è anche vero il contrario: non c’è un autore più narcisista di MS, così convinto delle sue tesi da meritarsi una parodia... se vuoi, Marco, solo per il fatto che tante persone non lo discutono, o perché convinte di fargli male, o irradiate anch’esse da qualche potenza celestiale. Entrambi i casi, non aiutano mai un autore a maturare, e nemmeno difenderlo, permettimi di dirti. Pure ci si è confrontati a Monfalcone in tutta schiettezza su certi eccessi, e non è caduto il mondo...! La mancanza di critica, è il problema, poiché gli assiomi ce li abbiamo tutti (come le amicizie, perché siamo adulti e viviamo in un ambiente che non è sterile), non credi, Marco?


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-21 00:46:15|di Marco

    "ahi ... ahi ... ahi"

    e quanti e quali alti lai!

    e pigliate ’na pastiglia


    E SE LA VERA POESIA FOSSE pasto da corvi?
    2007-04-21 00:16:10|

    ahi, crisi e coscienza della crisi! sanno più cosa significhi?

    ahi, il decaduto aedo, ahi, il poeta che si invischia nel lardo e nel miele.

    ahi, chi non si scandalizza più di niente, il coriaceo compromesso dalle unghie di satiro ai capelli di ferro.

    si inizia a scrivere per ispirazione e per talento e si finisce con il parare il culo ai potenti, che oggi trovi al mercatino delle identità mediatiche.

    ahi, ruffiani, cortigiani, adulatori!!!

    buffoni, corvi avidi, in volo basso sul Lute, cercando di trarre in salvo "dall’oblio i nomi a loro utili e cari"

    ....e dunque provando ad innalzarli con interviste da 4 soldi nelle "celeste regioni dell’Olimpo, con una certa prosopopea da avvoltoi...

    ma pur sempre miserevoli corvi!


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 23:09:51|di Marco
    vabè, ero tentato di dire a Lorenzo "specifica, specifica, dicci, dicci".

    ma capisco che qua l’ambiente si sta ’surriscaldando’. per chi si scalda. io fin qui ho sofferto solo solletico. non ho innestato nemmeno il grado 1 di impegno dei motori. da sbadiglio.

    buonanotte ai suonatori, alle stecche, agli scandalizzati.

    ma prima qualche conclusiva righina-Fedro ricopiata e ripetuta per moralizzare i sordi: "le cose non accettabili e dunque puntualmente respinte (o giustissimamente passate sotto silenzio) sono: 1, l’uso dei blog come arma di dileggio; 2, la dietrologia paranoica che vede in quel che MS o chiunque scrive e pubblica una "strategia" o "scambi di favore" o piani per la conquista della Terra; 3, il dubbio sistematico su intenzioni e prassi degli autori (il dubbio metodico è incoraggiato, quello sistematico è una patologia)".


    E SE LA VERA POESIA FOSSE MANGIARE ....CHIODI
    2007-04-20 21:59:02|

    DILEMMA:

    Perchè la foto di un apprendista fachiro, colto nell’atto di affrontare il suo arduo boccone di chiodi, è intitolata invece "Amanuense"?

    http://photos1.blogger.com/photoInclude/x/blogger/2818/2539/1600/883154/foto-01.jpg


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 20:06:41|di Christian Sinicco

    Secondo me, ha sbagliato Ramberti a pubblicare quello scritto, come spesso accade per i post (o peggio ancora le critiche...con tutti gli uccellacci e gli uccellini che beccano la magrezza della discussione) dove non si apporta qualcosa al dibattito, dove c’è sempre meno roba sul fuoco. Questa cosa su Sannelli è la riprova che chi lavora per la poesia, dovrebbe stare più attento anche alla comunicazione...

    Ma non Sannelli che ringrazia sul suo blog...questo va bene, è il suo spazio personale - in questo non ci vedo nulla di male; è come se ringraziassi se uno mi fa i complimenti. E’ naturale (poi, io, magari, scriverei a Ramberti di evitare di pubblicare queste cose).

    Direi che la responsabilità è tutta del Ramberti, che si doveva rifiutare di pubblicare quel messaggio, ma se ben guardate le simpatie (o le critiche empatiche) si sprecano, anche ad altri livelli, per non parlare di chi dice che c’è una generazione che si sfida a duello...io, ora, me ne sto su una sedia, e scrivo; non c’è alcun duello. Tutte finzioni da film (a prop. di film, il libro di Sannelli su Pasolini per me è una visione acritica non meno diversa da quella della Bianchi, con qualche riferimento in più, ma specifica un andazzo generalizzato del far comunicazione in poesia)... Non sarebbe comunque male riuscire a riflettere sulla comunicazione, prendendosi delle responsabilità. Altrimenti si abbandona la diffusione della poesia in un modo acritico...mi dispiace che ciò accada in siti dove ci sono operatori che un po’ d’esperienza ce l’hanno. boh, saluti (sempre dal convegno dei dentisti dantisti).


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 20:00:47|di lorenzo

    andate a fanculo, anonime nullità

    lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE FARE IL MOONING
    2007-04-20 18:57:05|

    ah, perchè, Lorenzo, ci vieni a dire che essere poeti è mettere in "imbarazzo gli altri"?

    facile: allora,.. aspetta un attimo, che adesso mi giro di schiena, mi calo le brache, mi chino a squadra, vi faccio un bel mooning, e resto in questa posizione, in paziente attesa che mi fotografiate!


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 18:52:11|

    "Perché la poesia non è una professione, non ci sono i sindacati non c’è la serietà della professione da difendere, la poesia è disciplina tra le più rischiose e dunque ben venga che non sia mai remunerata mai remunerata e viva Sannelli che almeno un po’ di sostanza ce l’ha per quanto spremuta fino all’inverosimile almeno la spreme e se è capace di mettervi in imbarazzo - anche se con cose che ai miei occhi non dovrebbero mettere in imbarazzo neppure una suora"

    Lorenzo dei Deliri, non ti esaltare: vulsi così colà dove si insegna ciò che si insegna, e più non dimandare.


    E SE il Critico fosse venuto in odio a qualche pazzo del Virginia Tech...?
    2007-04-20 18:49:45|

    Io non sono del sindacato dei poeti, ma che hai capito, Lorè, io sono scopatore. Se fossi sindacalista, chiamerei Massimo dal sindacato gratis. La mia professione è il netturbino. Ecchè! Mi cito per dimostrare quanta poca buona fede ci sia tra voi: "sono un lavoratore, guadagno il mio pane! non ho soldi da sprecare per chiamare massimo: se a massimo interessano le mie critiche, mi chiami". E chi ha mai parlato di professione. Quà si inventano le situazioni di sana pianta, ma le foto le foto di Massimo con la manciata di chiodi da ingoiare, quelle le vedo come l’acqua santa vede il diavolo.

    E poi, cari miei, dopo che al Virginia Tech succedono le cose che succedono, io prometto fermamente che mai più in vita mia mi identificherò col mio vero nome.


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 18:13:16|di lorenzo carlucci

    Marco, che dici: "(urca. tra essere assassino e ladro la scelta è dura)." Ti dico: scegli tu. Anzi, hai già scelto.

    Al cartesiano anonimo dico che il suo intervento mi fa pensare. Sopratutto quando tira fuori "la serietà della professione". Ma che è? Che facciamo il sindacato dei poeti? E se davvero quelle foto di Sannelli ti hanno imbarazzato ("poco piacevoli"), io allora sto con Sannelli, vengano mille Sannelli se cose come quelle possono ancora imbarazzare o mettere a disagio, e tu e altri segnali mi fate rendere conto che è così, e allora ti dico ben venga Padre Sannelli, ben venga la sua Follia della Croce, anche se la croca fosse il "segno più" opposto al "segno meno" del suo amico Giovenale. Perché la poesia non è una professione, non ci sono i sindacati non c’è la serietà della professione da difendere, la poesia è disciplina tra le più rischiose e dunque ben venga che non sia mai remunerata mai remunerata e viva Sannelli che almeno un po’ di sostanza ce l’ha per quanto spremuta fino all’inverosimile almeno la spreme e se è capace di mettervi in imbarazzo - anche se con cose che ai miei occhi non dovrebbero mettere in imbarazzo neppure una suora - VIVA SANNELLI!!!!!

    lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 15:44:33|di Marco
    misterioso interlocutore, secondo te per sostenere uno messo in mezzo si deve essere ’identificati’? ohibò che bella filosofia da questurino.

    sostanzialmente anarchico, le tue richieste e ’intimazioni’ le rollo e me le fumo. poof poof


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 15:35:18|di Marco
    chiamo io o chiama lei? volante uno a volante due.

    E SE LA VERA POESIA FOSSE in bolletta?
    2007-04-20 15:02:32|

    chaimare io il numero di Massino? ma se vuole, può massimo chiamare me: sono un lavoratore, guadagno il mio pane! non ho soldi da sprecare per chiamare massimo: se a massimo interessano le mie critiche, mi chiami!

    329 76 54 567 -


    E SE poesia tornasse ad essere non parrocchia ma campo di confronto?
    2007-04-20 14:00:53|di sempre la stesso individuo arrovellato dai Dubbi!

    Una cosa davvero (davvero!) non mi è chiara, Marco (Marco chi?): tu cosa sei per Massimo e cosa Massimo è per te, e perchè tu parli in sua difesa?

    E perché con tanta passione e tanto accoramento?

    Non mi quadra questa intensità del tuo intervento: non so come e dove collocarlo.

    uhh, non so davvero COME e DOVE collocarlo.

    E’ perché nel tuo background hai qualche corso di studi inconcluso di giurisprudenza e una carriera mai intrapresa di avvocato dei poveri?

    O é perché l’interessato è da te ingiustamente giudicato pusillanime, al punto da non potersi difendere?

    o altrimenti, affrontare le giuste critiche che gli vengono mosse per queste sue recenti leziosità da diva da avanspettacolo?

    critiche giute almeno tanto quanto quelle che egli accoglie - e di buon grado - critiche tanto fondate quanto il plauso che gli viene da ben altra falange?

    Io non so davvero chi sia tu, Marco, in quanto, non firmandoti, non fornendo (mi) - come faccio io con te, del resto - il tuo cognome, per me potresti essere uno dei mille ’Marchi’ che conosco, non ultimo due o tre tra i miei cugini carnali.

    Ad ogni modi: sù, sù, giovani Italiani: dove stanno i Mille? Dove i novelli Garibaldi? Il poeta deve sudare più di quelle mille rosse camice prima di potersi dire tale.

    Smettetela con i micro-salottini alla Maurizio Costanzo Show: ogni blog ne è una micro-replica!

    O siete ancora in un universo di vassalli valvassini valvassori?


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 11:42:38|di Marco
    Lorenzo: "di quel qualcosa fatto agli altri - a tutti gli altri - il poeta è responsabile, quanto un assassino o quanto un ruba pane, dipende".

    (urca. tra essere assassino e ladro la scelta è dura).

    *

    Sul lasciare il numero di telefono.

    Chi vuole chiarimenti davvero, e pensa davvero che sia importante ’correggere’ Sannelli, può farsi dunque avanti in qualsiasi momento, può chiamarlo. Discutere. Forse il blog non permette sempre (anche per i costi dei webpoint) spiegazioni e precisazioni. E’ tuttavia uno strumento che invita all’oralità. Bene. Adesso chi vuole ha il numero di tel. di Massimo. Ecco l’oralità. Quale migliore occasione per sciogliere ambasce & rovelli?


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 11:19:09|di Marco
    Le ultime critiche sono più ponderate e argomentate, mi sembra.

    Possono essere condivise o no, (ri)articolate o no, ma è sensato possano venir inquadrate come ’critica’.

    Invece le cose - a mio modo di vedere- non accettabili e dunque puntualmente respinte (o giustissimamente passate sotto silenzio) sono: 1, l’uso dei blog come arma di dileggio; 2, la dietrologia paranoica che vede in quel che MS o chiunque scrive e pubblica una "strategia" o "scambi di favore" o piani per la conquista della Terra; 3, il dubbio sistematico su intenzioni e prassi degli autori (il dubbio metodico è incoraggiato, quello sistematico è una patologia).

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 10:58:59|di Marco

    ah, vigile (e) suorina. punta nel vivo dunque.

    il principio d’autorità te lo lascio avec plaisir. giocaci come sai.

    e mi raccomando la grammatica (elementare), con le figure, e le formine di gomma, il cestino con la merenda in ordine.


    E SE IL VERO NEMICO FOSSE ........?
    2007-04-20 09:51:28|di assillato più che mai dai dubbi

    Lorenzo, la tua domanda a Massimo è pertinente, e giusta, e legittima, ma incontra un ostacolo alla sua risposta, ostacolo non trascurabile, appunto costituito da Sannelli stesso, dalla sua psicologia, che cieca alle responsabilità che il poeta ha, diffonde e fa diffondere sue foto (ambigue e non del tutto piacevoli) di lui con manciate di chiodi e ombre tipo forca, o cappio, recensioni sul suo conto perfettamente inutili per chi è critico o legge della critica, se non addirittura "offensive" per egli stesso che le riceve.

    Se uno che circola nel mondo dei media e dell’internet, è "caduto su se stesso", non è solo colpa sua, come in ogni dinamica collettiva.

    Ma se non si è ancora "crollati" su se stessi, allora credo che si abbia il dovere, fino a quando l’Ego resiste, la psiche regge, la mente intellettuale elabora giudizi (anche su di sé) di arginare questi crolli di stile.

    Se poi invece la regressione è in atto, ed in fase avanzata, si dica pure agli altri poeti e critici contemporanei "Io non ti/vi ho fatto nulla!" come un bambino delle prime classe delle elementari, e si vada a rapportare alla suora. Tanto la suora fuori dall’Orfanatrofio, nulla può.

    E si invochi la metafora della passione, il demone di Rimbaud, e tutte le alte sfere celesti - che certo non stanno a perdere tempo a seguirci sulla rete - in un accesso di vittimismo, perfino.

    Massino, o altri in questa condizione di pericolo di crollo su se stessi, d’implosione, direi, ritengono chi fa delle obiezioni a questo andazzo dei diavoli, il male, perché si rifiuta di affrontare questa semplice situazione: il poeta, l’artista è prima di tutto sotto il mirino del critico e con il critico deve fare sempre e comunque i conti perché la sua poetica sia valida e resista.

    Persone come gli intervenuti si sarebbero giustamente aspettati, dopo le prime battute ironiche e canzonatorie, un doveroso ringraziamento da parte di Massimo per essere stato messo al corrente di uno sviluppo globale del suo personaggio che egli deve assolutamente cercare di tenere sotto controllo, a bada, e che evidentemente i colleghi critici e poeti non gradiscono (forse perché squalifica la categoria?).

    E chiaramente dovrebbe diventare capace ormai d’intravvedere nelle parole di lode acritica e incondizionata, nell’adulazione, e nell’adulatore/trice, il vero "demonio", il serpente biblico, la volte della favole del Corvo narcisista e del buon pezzo di formaggio, il vero solo nemico.

    Ecco le ragioni per cui Luigi ha inserito questo post nella sezione Polemos!


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 08:57:36|di lorenzo carlucci

    volevo chiedere una cosa a massimo. tu dici, rispondendo a sonia mi pare: "io non ti ho fatto niente, tu non mi hai fatto niente". so bene che sottintende "niente di male" ma qualcosa mi ha colpito lo stesso in queste espressioni, scritte così. un poeta, un poeta che rende pubblico il suo lavoro, e fa interventi "teorici" in pubblico, fa "qualcosa", non fa "niente". per citare il tuo amico marco: "o molto, o qualcosa. non niente, insomma." e lo fa tanto a sonia quanto a me quanto a chiunque trovi i suoi testi in giro. sbaglio? lasciare poesie in giro per il mondo è il gesto di chi "non fa niente a nessuno"? è il gesto di chi non vuole fare niente a nessuno? che ne pensi tu? se sei d’accordo con me, sai bene - e lo sai - che di quel qualcosa fatto agli altri - a tutti gli altri - il poeta è responsabile, quanto un assassino o quanto un ruba pane, dipende. ma tu lo sai già, e allora a volte mi chiedo perché continui a dire: "io non ti ho fatto niente"?

    saluti, lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 03:48:35|di Martino

    Massimo, e’ inutile che mi lasci il numero di telefono perche’ io sto sull’isola di Grenada, ben in mezzo alle walcottiane Santa Lucia e Trinidad, e chiamarti 5 minuti mi costerebbe lo stipendio di una settimana! In ogni caso, a parte il piacere di una chiaccherata, non c’e’ niente da chiarire personalmente. Non e’ che mi devi convincere di qualcosa, di una tua buona fede o cos’altro, ne’ io penso d’aver fatto uno sgarbo da rimediare in un colloquio a due. Quello che evidentemente non e’ chiaro, tanto che anche Marco continua a interpretare queste cose come attacchi ad personam, e’ che effettivamente c’e’ gia’ una certa inflazione di elogi e lodi che alla lunga stanca e rischia di ribaltarsi in iperbole, quindi di perdere credibilita’. Se poi si considera che in molte occorrenze si tratta di scambi di cortesie reciproci e di argomenti a-critici, capirai che questo surplus rischia di inficiare anche il valore di quanto di buono e di valido gia’ esiste e continua, giustamente, a prodursi.

    Tu dici che non hai responsabilita’ su quel che scrivono su di te, e certamente hai ragione, ma sei stato tu a rilanciare il messaggio dal tuo spazio. Forse, cogliendo il consiglio a posteriori di Dubbio-in-persona, era meglio lasciare quell’elogio cadere nel vuoto (come, a mio parere, anche la proposta dele foto).

    Quel che mi preme che tu capisca e’ che nessuno ce l’ha con te ma che "oggettivamente" (ti cito) una sovrabbondanza di segnali acritici alla lunga davvero non e’ inoffensiva. E quando parlo di segnali acritici intendo quelli degli altri nei nostri confronti, di noi nei confronti degli altri e di noi nei nostri stessi confronti.

    Non vorrei che invece di svilupparti, tu sia caduto in te stesso (e nei tanti che ti corrispondono) tanto profondamente da non accorgerti che quelle arche erano un trompe l’oeil.

    Affettuosamente, e per questo sinceramente,

    Martino


    TRAGEDIA DEI PRONOMI PERSONALI - LUI, LEI, LUI, LEI
    2007-04-20 01:05:51|
    ahité, (M)arco, non hai lo status per "lasciarmi" dire nulla: sono io che, al limite,....ti "consento" di dire queste tue bischerate. ma come può la letteratura italiana progredire, rifiorire, rifondarsi, avere credito, persuadere, diffondersi... essere tradotta, con questi giovani poeti illetterati, e felici! (che si augurano l’un l’altro/a l’ottusa felicità!) e che fanno impunemente cadere e circolare, anche in poesia, i pronomi errati, che nelle loro (..colte) regioni prolificano, e circolano da un bel pezzo... (..perfetti)? IN - SOMMA. Tardi per una pia suora stare qui a parlare con voi, bischeri.

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-20 00:33:02|di m(arco)

    oh povera suorina! maestra di grammatica elementare.

    meno male che ci sei tu che conosci come si usano i pronomi nella vita reale, e dici "egli". (è nella tua classe).

    ti lascio dire, non ti smino, vai serena.


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-19 22:53:32|
    Sono devoto/a a Sancio Panza! Soy español....

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-19 22:39:40|di luigioggiperditempo
    Lapsus, Suor(Sior)Mina, ma almeno ora so, cara suorettina, di dove sei: Taranto o Brindisi o dintorni... ’scapocchione’ non è proprio un termine meneghino o targestino (a chi sei devota, suorettella bella? San Cataldo? Sant’Oronzo? San Lorenzo? a quale -onzo/-onza?)

    E SE LA POESIA CAUSASSE TRAVASI DI BILE?
    2007-04-19 22:18:45|

    Sant’Iddio....Luigi, la "bile" non si ingrossa: è il fegato che si ingrossa, caro il mio scapocchione!!

    Suor Mina


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-19 20:48:01|di Luigi
    Chiedo cortesemente agli anonimi di smetterla... oppure di svelarsi. Marziale, Giovenale, Lucilio, l’insuperabile Persio: hanno sempre insultato, deriso, irriso, giocato a volto scoperto. Che gusto c’è a prendersela con qualcuno se quel qualcuno non sa a chi deve la sua bile ingrossata? (non che voglia demolire la funzione dello pseudonimo, tutelato pur dal nostro codice civile - articolo 9! - ma in certe situazioni fa venire in mente la volpe con la coda fra le gambe, più che Stendhal)

    E SE LA POESIA FOSSE OCCASIONE DI ERRORE???
    2007-04-19 20:32:48|di suor Mina Orfanatrofio Santa Teresa rimanda indietro compitino corretto

    Caro M. (Massimo?), nota le correzioni contrassegnate dai tre asterischi.

    Il tuo compitino, con l’elenco da 1 a 7 delle difficoltà delle interazioni umane, e della possibilità, sempre in agguato, dell’ERRORE, contenutisticamente, mi pare corretto. Potevi sforzarti fino a 10.

    Ma non fa nulla! Per questa volta sei scusato, oltre che perdonato. So, anzi tutti noi sappiamo che sei molto impegnato, in questo periodo, ad eseguire i tuoi esercizi su come ingoiare la tua manciata di chiodi.

    Senza contare le noie che ti danno quelle strette bende alle mani che giustamente stai da qualche tempo portando per proteggerti dalle dolorose piaghette sanguinanti in entrambi i palmi.

    Ecco delle piccole correzioni al tuo testo, che qui allego, riscritto. Ma per amor di Dio, non te ne affliggere più di tanto. Non è bene fare tragedie per un nonnulla: sono soltanto un paio di errori, e tu sei un giovane nel suo processo di formazione grammaticale. Accetta di buon grado l’appunto.

    Sii Felice!

    Suor Mina.


    allora: 1. se uno cita Rimbaud? sbaglia

    2. se non lo cita? sbaglia

    3. se scherza? sbaglia

    4. se se la prende? sbaglia

    5. se parlano di lui/lei? egli/ella sbaglia ***

    6. se non parlano di lui/lei? egli/ella sbaglia ***

    7. ...sbaglia, uhmmm!

    ... oh sì, che sbaglia!

    ...Gesù/Maria, come sbaglia!

    ...si faccia il "Mea Culpa" e studi la grammatica in modo che mai più ella/egli sbagli!


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-19 19:44:29|di Dubbio in Persona (mio pseudonimo)

    Olà, preferisco i saluti contemporanei.

    Non mi pare sbagliata la proposta di smettere di fare i primi della classe o i buoni di cuore a tutti i costi. Sono invenzioni. c’è tantissima gente capace di esprimersi in poesia che non conosciamo perchè non si auto-promuove o fa promuovere.

    Chi lo fa non deve essere svalutato (e non mi pare che luigi lo faccia), ma deve almeno accettare l’ironia che produce l’essersi inflazionato al punto da farsi incensare da amiche e ammiratrici senza nessuna voce in capitolo nel campo della critica.

    Se una amica del genere scrive una lode, la si può attaccare nel proprio diario e fare capire con tatto all’amica che non essendo proprio del settore, la sua "uscita" potrebbe risultare più nociva che altro: ci deve essere un modo cortese per potere avvisare la premurosa amica, che redige tali lodi esagerate e non proprio consone ai codici del genere, che si pensa di riservare quella lode alle pagine del proprio diario privato, senza recare offesa.

    Accettiamo di sbagliare, accettiamo il male che è in ognuno di noi - oltre che il bene - e che ognuno di noi se si sforza conosce rivolgendosi all’ufficio della coscienza.

    I primi della classe con la medaglietta col santino e il fiocchetto celeste o rosa appuntata sul grembiulino stanno sul cazzo perfino alle suore. Pasolini ha fatto una parodia della premiazione delle anime buone e belle in Salò.

    Nel film, la gerarchia dei sadici manda al massacro proprio questi falsi buoni che sono semplicemente i collaborazionisti che vivono senza midollo all’ombra del potere.

    Esilio e autoironia.


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-19 12:03:44|di m
    allora:
    1. se uno cita Rimbaud? sbaglia
    2. se non lo cita? sbaglia
    3. se scherza? sbaglia
    4. se se la prende? sbaglia
    5. se parlano di lui? lui sbaglia
    6. se non parlano di lui? lui sbaglia
    7. ...
    ...
    ...
    ...

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-19 12:02:38|

    cara Sonia, in internet mancano i gesti e le intonazioni. quel "non vi ho fatto niente" era ironico. e veniva dopo 9 o 10 righe che chiedevano una cosa precisa. abbiamo creato questo mezzo e la mancanza di visi reali lo rende una specie di salotto immerso nel black-out... io non ti ho fatto niente e tu non mi hai fatto niente.

    e ora - mi sviluppo. quanto a Rimbaud - si difende da solo, da me e da te e da tutti. vivi felice! (che è un saluto da cinquecentina, lo trovi nelle prefazioni antiche - e non è buonismo!) massimo


    E SE LA VERA VIPERA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-19 11:56:50|

    "io non vi ho fatto niente!...vivete felici!"....

    Massimo, questa attitudine mi stomaca.

    E’ stomachevole, in bocca a te, e a chiunque. Questo buonismo da scolaretto di terza elementare ospite delle suore di Santa Teresa degli Orfani del Rione Prà, o Prè! questo citarti addosso Rimaud e il suo ormai svenuto evirato lobotomizzato diavoletto.

    Lo hai lobomizzato tu, citandolo abusandolo così spesso...Basta. Basta! Fai cadere le braccia: trova un poco di verve, fatti forza: sù, sù...vivi nel terzo millennio, sù, sù...non nell’Ottocento....sù Massimo, basta, pietà di noi...

    Ma non ti viene anche a te stesso il voltastomaco? Non c’è mai fine a questo repertorio buonista?

    Sonia di passaggio da Genova


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-19 11:39:14|di m

    @ Martino:

    io non sono responsabile di ciò che si dice su di me, né in bene né in male. se Bianchi scrive, può farlo, come scrivi tu: non sono io a "rendere pubblico" quello che si scrive su di me.

    quello che si dice, nel bene e nel male, non sono io a controllarlo. e Guido si SVILUPPA - anche da queste cose. ma anche così diranno: ecco, sannelli si crede Cavalcanti...

    *

    il problema è che ciò che si accetta di un jazzista, di un professore, di un attore o di un medico - che viaggi, che dia interviste, che parli e si parli di lui ecc. - è accettato. se lo fa uno di noi, NO. anzi, puzza di arrivismo. è perché non ho ancora i capelli bianchi? ma comunque: Satana, una pupilla meno irritata! (no, non mi credo anche Rimbaud) -

    per ogni dubbio il mio numero è 349 5874986, adesso devo "svilupparmi" dal webpoint... vivete felici, io non vi ho fatto niente!

    massimo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-19 10:52:02|di Marco

    ellallà, quanto calore! ma non sarete voi che state ingrandendo la cosa? (come invece Luigi, che usa registri diversi, non fa).

    *

    all’inerme anonimo:

    le serpi non capiscono lo scherzo (ma lo invocano).

    creature! cercano il sole (che non hanno).

    è normale.


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-19 02:47:29|di Martino
    Tanto per essere piu’ chiaro, caro Massimo, come puoi ritenere quello scritto su di te qualcosa di piu’ di un fatto privato? Come puoi giudicarlo critica o comunque un testo con un qualsivoglia valore critico? Piuttosto, non ti imbarazza rendere pubblica quell’adesione assolutamente acritica e priva di argomenti, la parola innamorata di quell’intervento? Vale la lettera di un bambino per la festa del papa’ o l’orgoglio di una madre che non capisce ma vede ed e’ orgogliosa a priori. Davvero non capisco cosa ti stia succedendo ma lasciati dire che non mi piace affatto, checche’ ne dicano i tuoi amici.

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-19 02:41:37|di Martino
    Mai una volta che uno dica ho esagerato, avete ragione? Mai una volta che uno assuma le critiche per specchiarsi, ci si specchia solo nelle tavole imbandite per i nostri festeggiamenti. Bello questo ambientino di gente che si giudica da sola e giudica di non sbagliare mai.

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 18:09:24|

    Quest’ultima di Marco non l’ho capita...ah ah ah, che divertente.

    Ma perché prendersela tanto per chi ci fa un poco di burle dietro?

    Un poco di spirito goliardico non guasta in questa miserevole terra di "seri a tutti i costi", bravi a tutti i costi", "mitici a tutti i costi".

    S.I.R.P.I (o serpe)


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 17:28:33|di Marco

    "Il nuovo Presidente del consiglio, Urbano Rattazzi, chiamò al Ministero della marina il Persano"

    M.Gabriele, La politica navale italiana dall’Unità alla vigilia di Lissa (1958)


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 17:25:23|di Luigi!
    "Sei un uomo troppo libero"
    tu sempre mi ripeti.
    Cerilo, per te è troppo libero
    chi parla contro te.

    (Marziale, Epigramma 67)

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 15:23:47|di m

    Prendi questo fardello, ragazzo che mi odii, e portalo tu.

    PPP, Bestia da stile, appendice

    (sì - alleggerire, sviluppare, anche da * sé *)


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 15:17:17|

    ...o "sviluppatosi da sè"?

    ehhehe


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 15:03:39|di massimo

    A’ quali Guido, da lor veggendosi chiuso, prestamente disse: “Signori, voi mi potete dire a casa vostra ciò che vi piace”; e posta la mano sopra una di quelle arche, che grandi erano, sì come colui che leggerissimo era, prese un salto e fusi gittato dall’altra parte, e sviluppatosi da loro se n’andò.

    decameròn, VI 9


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 14:35:49|

    "Essere apprezzato sempre di più, proclamare poveramente la sua imago affinché sia presa ad esempio? Essere aiutato, com-patito, o essere incensato, o apprezzato, o essere, semplicemente, letto? Si tratta di un discorso che riguarda molti, non solo Sannelli, il quale è stato assunto a spunto (è stato il post di Patrizia Bianchi linkato sopra a stimolarmi" (Luigi)

    si si, vuole soprattutto essere invitato al Maurizio Costanzo Show. Vuole essere la Merini della generazione successiva: finire in manicomio, avere le stigmate come il Padre Pio. Vuole un personaggio epocale di poeta francescano tagliato come un saio su misura per lui da attricette, fotografe in erba, poetucoli e critici (possibilmente non da strapazzo): vuole emergere con "la testa mesta" fuori da questa miserabile calca, guadagnarsi una bella fettina (ai ferri) dei nuovi media, che sono blog e piccola editoria digitale, e forse forse anche un assegno mensile di 200 euro per i poeti di Stato. Vuole essere il mago che convince e persuade, il bagatto, Mangiafuoco, e infine vuole imparare a fare il fachiro e il mangia-chiodi. Che simpatico che è, il nostro poeta.

    S.I.R.P.I


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 14:18:09|
    luigi,ma stai imitando la tecnica di erodiade di mettere il link musicale per post a youtube? glielo dico alla maestra!

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 13:07:42|di Marco

    proprio quello intendevo, Luigi. il "ci promuoviamo". believe me. ti ricrederai.

    :-)


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 08:12:24|di Luigi

    Con piacere, Marco, le chiacchierate mi fanno sempre piacere.

    Non voglio in nessun modo insultare Sannelli, né altri. Non credo di averlo mai fatto.

    Come in un caso (diversissimo) di qualche tempo fa, ho polemicamente portato un esempio di comportamento/prassi nel quale eventualmente gettare il seme di una discussione. Come ho già detto qui sotto, riconosco la serietà di Sannelli, ma non è l’oggetto del contendere.

    L’oggetto è la maniera in cui tutti noi ci muoviamo, ci relazioniamo, ci promuoviamo nel mondo delle lettere e specificamente nell’habitat della poesia. Insomma, sociologia da bar (o da androna di facoltà; o da anti-camera di cattedra)...


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 02:05:54|di Marco

    caro Luigi, quando troviamo il tempo di chiacchierare un po’, magari quando ci vediamo qui per il libretto v., cercherò di convincerti di quanto profondamente tu sia fuori strada nel giudicare Massimo. (e sei, tuttavia, ironico e non insultante come altri; anche se pure l’ironia poi - senza volontà da parte tua - finisce per diventare parte di un’aggressività più articolata: ripeto: non tua, o così credo).

    in un form non è facile chiarire. sembra sempre che uno voglia da un lato accedere alla leggerezza dell’oralità e dall’altra far riferimento alla ’fissità’ del testo scritto. credo che (senza tono di voce, gesti, occhi) sia estremamente difficile condensare alcune cose - che riguardano la verità di una situazione - nel microriquadro entro il piccolo riquadro del pc. è riduttivo. e il tempo è niente. bisogna parlarsi in praesentia, tutto cambia.

    o molto, o qualcosa. non niente, insomma.


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-18 00:12:44|di Luigi
    Lore’, oltre i seriosissimi trattati, gli aspri manifesti, le opere enciclopediche e le arringhe da cassazione, esistono anche le burle, le parodie, gli epigrammi, le pasquinate....:-)

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-17 15:08:26|di lorenzo

    ora se prendiamo come un insulto anche il "voi" non ne usciamo più... io ti dico questo: dileggiare, far sberleffi è una tecnica come un altra di inserirsi nella guerra che tu descrivi, ed è una tecnica come un altra (quanto a legittimità e quanto a purezza d’intenti). secondo me è una tecnica un po’ debole, solo questo dicevo, e che si ritorce velocemente contro chi l’usa (e non ce l’ho con te, tutti ci cadiAMO ogni tanto), perché tutti siamo alla pari nella guerra che descrivi, e accanto alla cattiva eris esiste anche la buona eris. ma lasciamo stare lui’ è un discorso inutile da fare qui tra te e me, scriviamo, scriviamo...

    lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-17 10:31:31|di Luigi

    Premesso che non capisco, Lorenzo, chi tu metta nel calderone del generico ’voi’, vado al nocciolo della questione che poni.

    Non sono d’accordo con te. E chi l’ha detto che non si possa prendere in giro qualcuno che stimi? Il poeta stimabile/stimato è forse intoccabile? Un novello Maometto? Absolutely not! Il poeta, come ogni altra creatura umana (non disumana o inumana o subumana: quella non sa difendersi da sola), è soggetto alle critiche e allo sberleffo. Più si incammina sulla strada della riconoscibilità e più cerca il consenso, più aumentano le critiche. Sociologia spicciola, no?

    Personalmente credo che Sannelli sia un autore che conduce con serietà la sua scrittura. A me tuttavia la sua scrittura non interessa, sia nell’architettura formale, sia nella creazione di immaginario, sia nel tessuto fonico. Sotto questi tre aspetti non mi sussurra all’orecchio molto, non mi ex-cita, e non mi persuade le viscere dell’intelletto.

    Qui però non si parla di Sannelli autore bensì di Sannelli promotore di sé. Lo vado dicendo in giro da un po’ di tempo, anche ad amici: chiunque, a forza di esser come il prezzemolo di qui e di là, potrebbe far la fine di chi va sui cartelloni elettorali di mezza Italietta per farsi eleggere. In quel caso però il tizio voleva diventare Premier. Cosa vuole il Nostro? Essere apprezzato sempre di più, proclamare poveramente la sua imago affinché sia presa ad esempio? Essere aiutato, com-patito, o essere incensato, o apprezzato, o essere, semplicemente, letto? Si tratta di un discorso che riguarda molti, non solo Sannelli, il quale è stato assunto a spunto (è stato il post di Patrizia Bianchi linkato sopra a stimolarmi) .

    C’è un arrivismo in poesia, soprattutto nei giovani, da far schiattare i fantastici yuppies anni ’80. Mi ci metto dentro anch’io, sia chiaro. Anch’io sento, a volte, il rischio: di invitare quello o di scrivere a quello sperando che poi quello parli bene di te, o che scriva una recensione, o ti introduca nel suo ’giro’, o ti inserisca in quella antologia, o ti inviti al suo festival. Siccome negli ultimi anni si moltiplicano gli spazi (antologie, rassegne, corsi, master, premi, slam, reading, festival, conferenze, siti, blog, radio, tv, etc.), la lotta per la conquista del metro quadrato di visibilità e potere è sempre più fitta. E spesso anche i più bravi, i più talentuosi, vi restano intrappolati. Anche i più semplici, i più umili. Anche San Francesco cadrebbe, forse.


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-17 09:38:39|di lorenzo

    voi, oh altri-da-me!

    lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-17 00:00:14|di Luigi
    ’voi’ chi?

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-16 19:36:00|di lorenzo carlucci

    a me pare che l’opzione di fondo sia questa: o riconosco X come autore degno di questo nome e dunque lo critico con le mie migliori armi, lo prendo sul serio, oppure non riconosco X come autore degno di questo nome e di tanto in tanto lo dileggio. non sempre è chiaro da quale parte sta ciascuno di noi, di voi. per quanto mi riguarda sannelli è un autore degno di questo nome, il che non vuol dire che ami tutta la sua poesia e tantomeno che apprezzi la sua politica culturale. ma tant’è.

    e voi?

    lorenzo


    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-14 19:24:03|di Martino Caraibico
    L’autoreferenzialita’ e’ massima quando addirittura non la si percepisce piu’ come tale. Anche da parte di chi non ne avrebbe bisogno.

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-14 14:23:26|di nivasio

    Io sono, forse, l’ultimo poeta. Questo scrisse Majakovskij, scrisse: FORSE, lasciando aperta la strada del dubbio, almeno. E comunque se lo scrisse da sé, provocatoriamente e con una punta non indifferente di auto-sarcasmo. Ma era Majakovskij: immenso poeta.

    Mettiamo il caso: una signorina – critica letteraria? pittrice? fotografa? non so – scrive una lettera d’amore al poeta, il più vero e probabilmente, sempre a suo dire, l’ultimo. Una dichiarazione d’amore pubblica. Assolutamente legittimo; e a voler essere sinceri, sono anche invidioso, non avendo io mai ricevuto una lode simile, neanche dalle mie amanti reali.

    Ora, un problema: il sito che ospita questa dichiarazione pulsante di passione – così esaltata – è un sito in cui si parla di poesia, e ingenuamente io presumo che se ne debba sempre parlare con acume critico; magari anche tendenziosamente, ma non disdegnando il rigore (scomposti finché si vuole, o ridicolmente, col coltello tra i denti o suadenti, ma con una sana inflessibilità teorica e storica). La lode a Sannelli è sentimentale, proprio come Sannelli non vorrebbe mai scrivere. È un gradino più in basso d’una lirica individualistica: è semplicemente il peggior modo di scrivere di poesia, dove ciò che trabocca è l’Io magicamente affascinato della scrivente, in totale assenza, è proprio il caso di dirlo, ed è assenza totalizzante, di un solo concetto critico, di uno che sia uno e basta. Con in più una buona dose di luoghi comuni: tipo poesia che “non è linguaggio comune” e via banalizzando. Va bene, va tutto bene, si può fare, perché non si dovrebbe?

    Il problema – di chi la scritta, non mio, e al limite del poeta che l’ha ricevuta in dono – è che rende un pessimo omaggio all’oggetto stesso della sua passione. Lo fa diventare – per usare un termine altamente e filologicamente critico – antipatico, e fa nascere il sospetto che l’atteggiamento del poeta un po’ cerchi quel tipo di devozione.

    In realtà, un pregio questa lode lo ha: rende evidente una concezione retriva – direi fortemente reazionaria – della poesia. E qui mi chiedo come possa applaudire Sannelli … Mi spiego. Il concetto di poesia come “linguaggio puro” è ciò che è stato avversato dalla meglio poesia novecentesca, d’avanguardia e non. La “purezza” del linguaggio presuppone una lingua non compromessa col corpo e col reale, dunque, per farla breve, una non-lingua. La conoscete voi? Giorgio Caproni è riconosciuto come un poeta importante, così come lo è Paolo Volponi. Dov’è la purezza nella loro poesia? Ecco, davvero per farla breve (devo andare prosaicamente a lavare i piatti), che la poesia coincida con il linguaggio “puro” è una menata totale, che nulla ha a che vedere con la poesia (ma neanche con la vita, visto che il puro, semplicemente, non esiste). Ma, come ci fa notare la Bianchi, noi non siamo in grado di accogliere tanta purezza poetica, no, no, no, non siamo proprio in grado …

    Nivasio Dolcemare

    PS: e poi sia chiaro una volta per tutte: la vera poesia sono io: io sono l’ultimo poeta, e anche la più bella …


    diffpo

    E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
    2007-04-14 13:47:40|di Christian Sinicco
    Mina è favolosa.

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