32 commenti a questo articolo
Dome Bulfaro. Ossa e carne
2009-10-19 09:10:08|di maria (v)
io, se fosse possibile, cancellerei tutti i miei vecchi commenti, che vergogna! scrivevo veramente cose indecenti, certe volte...meno male che col tempo si cresce pure, ogni tanto. anch’io ho conosciuto Dome e concordo sia persona squisita, anzi proprio fuori dal comune, e ammetto che della sua poesia non avevo capito un accidenti. che vergogna. perdono perdono perdono :-(
Dome Bulfaro. Ossa e carne
2009-10-18 20:36:16|di sibradavide
dome è 1 mito...lo conosco di persona ed è veramente 1 persona da rispettare...viva bulfaro...
x bulfaro
Dome Bulfaro. Ossa e carne
2008-04-15 14:57:10|di selv
dome è stato il mio professore per 1 anno è un genio di prima qualità ha una visione del mondo tutta sua grande dome 6 un mito
Dome Bulfaro. Ossa e carne
2007-08-03 15:19:31|di sem
conosco di persona domenico bulfaro, è stato mio professore per 2 anni, presso il liceo artistico Bruno Munari di crema, ho ricevuto la raccolta di poesie (in questione)proprio da lui....posso assicurarvi che in quello che scrive c’è proprio lui stesso la sua essenza più completa...vai dome continua cosi _marco88_
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-20 09:41:54|di maria
Veramente credo di dovermi scusare con un buon numero di persone : con Lorenzo (anche se torno a ripetere che non ho molta voglia di parlare, per cui non farmi domande, alle quali per altro non saprei rispondere), con tutti quanti hanno letto le montagne di sciocchezze che ho detto sull’eticità dell’arte - che per me significava "onestà intellettuale", come a dire che l’autore non ne sa più del lettore su quale sia la verità, dunque la sua onestà starebbe nel non fingere di saperla. Ma mi sono accorta d’essere talmente presa a gridare : attenzione alle trappole, attenzione...che ci sono cascata dentro sana sana. Quindi chiedo scusa a Dome Bulfaro che è libero di scrivere quello che crede come crede (e io non sono NESSUNO per censurarlo), a tutti gli gnostici e i metafisici che ho maltrattato; e, infine, al posto delle mie cavolate, vi consiglio di leggere piuttosto le pagine di diario di Babsi Jones "bastasse una maglietta mentre la luna cade"
babsijones.typepad.com/babsi/
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-19 19:35:08|di lorenzo
Luigi, a parte il fatto che la lista degli altri nomi, escluso Bulfaro, dovrebbe già essere sufficiente a farti ritirare la tua accusa ("te gustano solo i tuoi amichetti"), ti indico un altro spunto positivo su Bulfaro. Leggi il passo che inizia con:
"Mi sembra invece che ci sia una direzione che dà speranza, verso una sorta di "naturalismo filosofico", di "sensismo concettuale", che mi ha fatto ricordare qualcosa (in piccolo, in embrione), del *grande* Nichita Stanescu. Per es. CARNIFICAZIONE, contatto n_0:"
che devo dire, che è il più grande poeta del mondo per soddisfarti???????????????
lorenzo
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-19 18:06:26|di luigi nacci
Ah, Carlucci, e dunque dove sarebbero questi spunti positivi sul Bulfaro? Non dirmi cose del tipo:
"è più felice quando è intimista"
dai, su :-)
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-19 17:31:43|di lorenzo
Nacci, non pretendo che tu mi segua passo passo, e perciò ti indico qualche altro autore che ho commentato positivamente:
massimo sannelli
domenico brancale
ivan roquentin
Non mi sembra male come numero, statisticamente...
E aggiungo, meraviglia delle meraviglie:
Dome Bulfaro! (sai leggere, luigi?????? oltre alle pippe sul relativismo ho scritto anche delle cose sui testi di Bulfaro, ovviamente cadute nel vuoto...)
ciao
lorenzo
p.s. che sia un mio caro amico jacopo non c’è dubbio. ma jacopo ed io ci siamo conosciuti attraverso la poesia, dunque non c’è da stupirsi, e finiscila! siam diventati amici così, discutendo di poesia, proprio perché ci piacevamo come poeti :)
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-19 15:45:02|di luigi nacci
penso che abbiate (maria, lorenzo) perso il filo, e il gomitolo s’è bell’e perso. peccato. perchè bulfaro non meritava questo trattamento.
lorenzo, da quando ti conosco (cioè da quando ti leggo su questo blog) non credo di aver mai letto un tuo commento positivo a un autore. se non a jacopo ricciardi, che però è un tuo caro amico. è un’anomalia, questa?
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-18 20:01:40|di maria
Slegato,slegato da minacce di morte.
Lorenzo a me non interessa filosofeggiare sul termine relativismo, penso di aver più o meno comunicato il mio messaggio, probabilmente pure fuori luogo, visto che mentre io parlo di vignette comodamente seduta al pc, qualcuno da qualche altra parte ci ha rimesso la pelle sempre per queste stupide vignette.
Relativismo non vuol dire passare sui cadaveri o dimenticarsene.
Lasciami in pace. Ora io non voglio più parlare.
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-18 16:56:06|di lorenzo
maria: la tautologia è, come dicevo anche io, trascurabile, ma ha un pregio: mette in luce un problema, se pure formale, del relativismo, quasi una sorta di sua non esprimibilità (almeno nella sua formulazione ingenua). e questo punta ad altri problemi, meno superficiali (NB problemi che io in larga parte ritengo superabili, ma che fa male - al relativismo stesso!- veder sempre nascosti sotto il comò).
è in apparenza ben chiaro dove cade la linea della tolleranza: come dici tu, pensa quello che vuoi, racconta barzellette sugli ebrei, ma non minacciare di morte chi la pensa diversamente. le mie osservazioni volevano solo sottolineare che, a causa della struttra delle nostre credenze, questo "pogramma di relativismo ingenuo" va incontro a seri problemi: lo sottolinea per esempio la tua *intolleranza* verso la supposta presenza di *contenuti* gnostici o spiritualistici nei suoi testi (slegata ovviamente da minacce di morte verso i non-spiritualisti :)) e anche, la tua glossa: "purché non si cada nell’equivoco di voler negare un crimine contro l’umanità". quest’ultima idea (anche slegata da minacce di morte) è da "bandire" nel relativistic world? e perché?
se pensi che siamo OT, mi fermo anche io, che non lo penso, se davvero nelle poesie ci sono anche idee. se no, viva la superficilità!
lorenzo
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-18 14:14:24|
Non so cosa ho schiacciato: scusate il personaggio dostoevskiano al pc.
Repetita iuvant? :-)
fm
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-18 14:08:33|
@ Maria
Il piacere è reciproco, e spero ci siano tante altre occasioni per discutere e confrontarsi. Grazie a te.
p.s.
Non ho mai percepito nessuna intemperanza in quello che scrivi, e ti assicuro che non ti leggo adesso per la prima volta, anche se non sono mai intervenuto in altri momenti.
Ciao. fm
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-18 14:05:42|
@ Maria
Il piacere è reciproco, e spero ci siano tante altre occasioni per discutere e confrontarsi. Grazie a te.
p.s.
Non ho mai percepito nessuna intemperanza in quello che scrivi, e ti assicuro che non ti leggo adesso per la prima volta, anche se non sono mai intervenuto in altri momenti.
Ciao. fm
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-18 12:06:50|di maria
@ lorenzo
la prima osservazione è oziosa e tautologica, dunque non rispondo.
Sulla mia suggestionabilità ho già detto, per cui sono contenta - se così si può dire - di essere io l’unica "pazza" a vedere ciò che vedo e non che l’autore sia stato più pazzo di me nel fare ciò che vedo - almeno siamo ancora un numero limitato -
Sulla fede nelle proprie idee non trovo nulla da ribattere, purché ciascuno sia consapevole dei propri limiti e non diventi cieco, riconoscendo la legittimità di tutte le altre esistenti o possibili.
Sulle tue perplessità a proposito d’un relativismo superficiale, dico : viva la superficialità in un mondo di tristissimi e apocalittici profeti!
A proposito delle vignette sull’ Olocausto, ti rispondo con Amos Oz - leggi intervista
www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/02_Febbraio/05/oz.
che barzellette sugli ebrei ce ne son sempre state, che l’autore ritiene che persino "la vita è bella" di Benigni sia una derisione dell’olocausto, ma che nessuno si è mai sognato di minacciar di morte i derisori, purché non si cada nell’equivoco di voler negare un crimine contro l’umanità che resta tale.
Detto ciò, credo che siamo abbondantemente usciti come OT, per cui passo e chiudo.
Saluti anche a te, Fm. E’ stato un piacere discutere con chi ha tanta pazienza da tollerare le mie intemperanze.
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-18 01:01:53|di lorenzo
Maria, il relativismo è tanto bello, ma ha il notorio piccolo difetto di autoconfutarsi ("non c’è una sola verità assoluta (e noiosa), ma per fortuna tanti mondi possibili e tutti con lo stesso diritto ad esistere" (su cosa sia poi basato, questo diritto, se non su un’altra bella verità assoluta, non è dato immaginare)). Ma, oltre a questo vizio, di per sé trascurabile, se davvero il linguaggio e la ragione sono soltanto strumenti, deve fare i conti con alcune caratteristiche dell’essere umano: non si può fare a meno di avere opinioni, non si può fare a meno di attribuire ad un sottinsieme delle nostre opinioni un valore di verità = vero, e il vero, ahimé, *esclude* il falso; non si può fare a meno di scegliere, quando c’è scelta, se c’è scelta, o semplicemente di agire, in una direzione, che necessariamente *esclude tutte le altre*. e l’insieme di quelle direzioni prese va a coincidere con la nostra vita, che, come sai, pare essere una. anche, ma qui si può dibattere, sembra che ciò che noi crediamo "bene" (e non "bene assoluto" nel tuo senso) porti con sé una pulsione ad essere comunicato. ora davanti a queste poche piccole considerazioni io ti dico che mi sono STANCATO del relativismo dal gioco facile, non perché non ne ami l’ideale, ma perché mi sembra che, prendendo il discorso così alla leggera, ci si sottragga dal misurare l’idea del relativismo con i suoi reali punti deboli (che -forse- possono essere superati, se presi sul serio, forse no).
Dopo sta digressione, tornando a Bulfaro: a me sembra davvero che te la prendi troppo, davvero mi sembra che il suo uso di concetti "gnostici" o "iniziatici" sia molto letterario, e non dottrinario. Anche secondo me il testo è tendenzioso, nella sua confezione, nella sua sovrimposta articolazione, ma non nel senso che tu dici: lo è per quest’articolazione imposta, questa figaggine di titoli e sottotitoli che sembrano alludere a chissà che, non esprime, a mio parere, un assolutismo spiritualista: è anch’essa tutta letteraria, uno stilema più che abusato per nascondere il nulla, uno strumento per testimoniare una coscienza metaletteraria dell’autore che mi è del tutto odiosa, accademica e inesistente, ma che non coincide con la dottrina gnostica che serpeggia nei testi: è ben al di là di questa ed è sì da bollare come presuntuosissima cazzata.
capito che dico?
lorenzo
p.s. ti andrebbe bene se lo gnostico dicesse: "io penso che gli uomini materiali siano tutti dannati, ma penso che questa sia solo una mia opinione, non una verità assoluta"? ci credi?
p.p.s. viva le vignette su maometto! e viva *quindi* anche le controvignette sull’olocausto. fermo restando che, certo, se l’uomo potesse abituarsi educarsi ad esprimersi in un altro modo, non sarebbe meglio?
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-18 00:24:22|
Maria, una "bella penna" non è per forza da intendersi tale in quanto "creatrice di belle forme" (che senza contenuto, e senza sangue, sarebbero comunque dei vuoti simulacri facilmente smascherabili e smontabili): può essere anche, e nel mio caso lo era, un’espressione "ingenua" per indicare "un" percorso di scrittura dove la cifra stilistica del dettato si sposa coerentemente con un contenuto che evidenzia ricerca, attenzione, ascolto, e lascia intravvedere letture e modelli non banali alle sue spalle. Dire questo non significa, a mio modo di vedere, condividere automaticamente quel percorso o vederlo imporsi come un’affermazione di unicità e di originalità a tutti i costi. Del resto, credo, il post non è il "luogo" più adatto (almeno questa è la mia idea) per sviluppare discorsi critici altamente specialistici, quando, oltretutto, ci si trova di fronte a pochi testi che, proprio perché pochi, possono suggerire solo impressioni, intuizioni, collegamenti analogici, e sempre riferibili ad una propria idea di base (cosa che non dovrebbe essere, se si vuole avere una percezione esatta della singolarità dell’ "oggetto" che si sta leggendo/analizzando). Quindi, le mie sono solo "impressioni" da lettore e non da critico, cosa che, oltretutto, nemmeno mi interessa, qualora dovesse risolversi nella lettura di un testo finalizzata alla ricerca di quello che io intendo trovarvi, e non di quello che il testo in esame è concretamente e, nella sua concretezza, dice. Per il resto, condivido in pieno tutto quanto scrivi a proposito delle derive neo o vetero spiritualistiche (anche se io non riesco a scorgerle nei testi di Dome, come non riesco a leggervi nessuna presunzione da illuminato: ma forse è solo una mia incapacità); e, soprattutto, condivido le tue riflessioni in merito all’etica e, nello specifico, sulla necessità di un rapporto etico con la scrittura (che vedo, già di per sé, come un discorso politico di rottura rispetto alle consuetudini - poetiche e critiche - che poi finiscono per portare solo acqua al mulino che, apparentemente, vorrebbero demolire).
Ti saluto. fm
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-17 23:06:53|di maria
Che Dome sia una bella penna, caro fm, non lo metto in dubbio; e non è la sua perizia, Lorenzo, ad infastidirmi quanto il fatto che sia tendenziosa e venga utilizzata per veicolare determinati contenuti o messaggi,che scivolano gradevolmente nell’orecchio incauto. A questo punto, dirò, preferisco un Nero Luci che almeno è un dichiarato e gioca a carte scoperte, che non un Bulfaro che,non mi sembra tanto evidente come dici tu, Lorenzo, se - ci scommetto - che un Christian c’abbia visto un lato ironico o vagamente immaginifico che qui,secondo me non c’è, perchè vedo l’autore drammaticamente serio. Quello che non mi piace è che si approfitti della buona fede del palato per proprinare cibo indigesto o specioso. Ora io forse esagero e sinceramente preferirei essere smentita, e non voglio neanche fare del povero Dome un caprio espiatorio, dato che sicuramente è innocuo, ma ne approfitto per dire che mi sono STANCATA di quest’ansia di spiritualismo che ci rende l’aria irrespirabile, perchè essa è un prodotto della stessa sottomarca dell’età delle mercificazioni che s’illude di contrastare, e che solo qualche "furbone" ha deciso di sfruttare a suo personalissimo guadagno, e così si fomentano il fanatismo religioso, il fanatismo degli scientologi, il fanatismo delle bestie di satana,il fanatismo dei dan browniani...e chi più ne ha più ne metta! La domanda che io mi pongo è etica : fino a che punto è lecito a una bella penna servirsi di se stessa? fatta salva la sacrosanta libertà di espressione ( per intenderci io son con le vignette!), fatta salva la ferocia dell’espressione quando c’è bisogno di urlare basta! fatta salva la parte destruens come la parte construens della libertà creativa, etica è per me ogni arte che fornisce spunti, semi, germi che lasceranno ognuno libero di curare o disfarsene come meglio crede. Non etica l’arte che fornisce gnoseologie,cosmologie,antropologie confezionate, accattivandosi il lettore con le belle forme; anzi, credo che l’arte debba resistere al desiderio funesto del lettore d’esser colmato. Credo che l’arte sia tale quando lascia al fruitore non più d’una cifra probabile e una domanda e ancora un dubbio, in totale libertà di scelta, non quella biblica pseudo-libertà tra bene e male - ché nessuno è tanto coglione da scegliere male senza esservi costretto - ma quella semplice tra me e un altro, perchè non c’è una sola verità assoluta (e noiosa), ma per fortuna tanti mondi possibili e tutti con lo stesso diritto ad esistere. E allora neanche gli gnostici m’infastidirebbero più se non avessero la presunzione di sapersi illuminati.
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-17 19:39:41|di lorenzo
maria, che il Bulfaro gnosticheggi e’ ovvio (leggi: "In tal modo nel capo
non siamo del tutto cosmici, ma per cosÏ dire siamo qualcosa
di cosmico mitigato dalla Terra, e nelle membra non siamo
del tutto terrestri, ma qualcosa di terrestre mitigato dal cosmo.", e poi
"[...] piu’ di tutti amanti e amati
tu tatuato io prostituta spiriti da Lui traditi"). Ma questo non sarebbe per me "inquietante", di per se. Perche’ per te lo e’?
Di Bulfaro vorrei dire qualcosa: come spesso accade, e’ piu’ felice quando e’ intimista, e quando cede ai temi semplici/eterni di Amore e Morte, e.g.
in "[...] brevi ricordi//
che non vuoi dimenticare come quando nostra madre//
ci insapona con le papere in una vasca di sangue//
fraterno, o nel loro letto per contagiarci l’amore" (madre, sangue, amore) o in "Ecco come posso baciarmi guance e fronti lobi e schiene//
sono io la foto di mia nonna e’ lei le mie rughe//"). Quando tocca questi temi trovo che appaia un respiro umano, qualcosa di direttamente vissuto dal poeta, un’esistenza. Diciamo che questo e’ per me un "minimo" poetico, quando non si puo’ offrire di piu’. Qui e’ interessante anche il modo felice in cui l’io poetico e’ declinato al femminile, con naturalezza.
Meno riuscite sono secondo me le parti piu’ "gnostiche", o concettuali, non vi trovo grandi illuminazioni formali o contenutistiche, voi? Vi trovo un po’ di trito e ritrito, e un po’ di inconcludenza. Mi sembra invece che ci sia una direzione che da’ speranza, verso una sorta di "naturalismo filosofico", di "sensismo concettuale", che mi ha fatto ricordare qualcosa (in piccolo, in embrione), del *grande* Nichita Stanescu. Per es. CARNIFICAZIONE, contatto n_0: "Mai immaginato avrei mai mai che il naso//
un giorno avrebbe offeso l’occhio,// l’occhio
nel vuoto avrebbe paralizzato i suoi tic [...]" Questo e’ il testo che piu’ mi ha convinto (e ricordato Stanescu): un incontro naturale tra la fenomenologia e la poesia, un piegare l’immagine naturale, dolcemente e senza forzatura, al concetto, alla domanda astratta. E la domanda verte suo limiti dell’esperienza, sulla battigia del trascendentale, su quel limite su cui sempre ci si appoggia, su quella naturale "fondazione".
Infine, devo dire che il modo in cui testi sono presentati, ossia la macrostruttura della "raccolta", i titoli, e spesso purtroppo anche molti passi delle poesie non mi convincono per niente: detto semplicemente, seguono un uso molto diffuso di "figheggiare" coi titoli, di imporre una struttura estrinseca e un meta-discorso dove in verita’ non c’e’ nulla. E qui concordo con Maria: e’ inquietante, e sa di "confezione".
Lorenzo
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-17 14:32:34|
Va bene, Maria, messaggio ricevuto, e spunto da approfondire ampiamente recepito, anche se nel mio commento non c’era nessunissima critica, tantomeno ironia, nei confronti della tua analisi: solo, la vedevo un po’ riduttiva, nient’altro.
Una cortesia, se ti va: togli pure il "lei", perché, per quanto mi riguarda, non ha nessuna ragione d’essere. :-)
Ciao. fm
p.s.
Comunque Dome è una bella penna.
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-17 12:06:48|di maria
@fm
ammetto di essere un po’ troppo suscettibile, ma tra reperti di ossa umane sarò pure giustificata! e poi, caro fm, non creda che ci sia tanta distanza tra Bulfaro & Luci (che, guarda caso, nella biografia sul sito di Sparajurij si definisce "Fedele d’Amore", il Valli l’ho amato anch’io e questo spiega certe mie conoscenze eterodosse, per cui, a naso le dico che gnostici sono entrambi, ciascuno a suo modo ovviamente).
@ Christian
Non vale. Hai glissato!
Attendo conferma o smentita anche dal diretto interessato, se si presta.
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-17 00:53:50|
Perdonatemi ma sarò assente per impegni, ciao ancora,
Christian
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-17 00:50:14|di Christian
Perdonatemi se sono breve, ma gli impegni mi permettono di scrivere a tarda ora. Grazie Monica - sto postando una serie di autori, come richiamato sull’articolo di Giovenale -categoria eventi- sulla sua selezione su Poesia di questo mese, per una mia particolare selezione, alla fine di un articolo sulle antologie generazionali uscite + altri autori catturati grazie a diverse collaborazioni. Lo faccio al fine di permettere una valutazione da parte del lettore, o fruitore - che spero diventerà protagonista di un dibattito, con delle selezioni a disposizione, senza dover rincorrere a cento pubblicazioni/antologie. L’articolo in questione, in generale duro sulla sociologia dell’ambientino e delle sue contraddizioni, sarà pubblicato sullo speciale poesia di fucine mute, che è in arrivo (finalmente!)... Maria, Bulfaro cambia pelle spesso, si nutre di una variabilità di scelte, dal flusso alla scansione ordinata del flusso, all’irrigidimento del ritmo a partire da accenti che cozzano l’uno contro l’altro - questo in ossa: non ho controllato gli accenti, ma vado a ricordo dell’orecchio. In carne tutto è più fluido, sebbene posato - fino ad ora bulfaro non si è concesso alcuna esplosione di questo flusso materico, ma il futuro potrebbe riservarlo. Ho il ricordo di una mail che mi ha spedito dove mi faceva capire il progetto globale - l’ho cancellata, anche per non perdermi in futuro lo stupore. Allora, qui c’è un’attenzione rivolta alla forma, ma è un lavoro che parte dall’oralità. Ipotizzo casi simili di questa apertura formale: Nacci, Padua, Lisa, ovviamente con intenti diversi, e prospettive diverse. Il lavorare da un contesto di finzione e dall’oralità, nutrendo di tutta una serie di dettagli filosofici, in questo caso, mi ricorda in parte strutture anche di Testa (che recensirò su fucine), del poemetto pubblicato con Lietocolle - Gli aspri inganni -, e di un libro con prefazione di Carifi, Il libro della scala a spirale di Gabriella Stanchina, autrice sconosciuta che vive a Trento, ma a mio giudizio interessante.... vi rimando a questi link:
http://www.fucine.com/print.php?url=archivio/fm0/pillan.htm&id=945
http://www.fucine.com/print.php?url=archivio/fm0/stanchina.htm&id=944
...ovvero parlo di una teoria del sistema e del sistema che con una mossa successiva stravolge il sistema e la sua configurazione e così avanti, anche qui con Bulfaro con esiti diversi e scrittura diversa rispetto Testa e Stanchina.
Direi che però ci sono ambienti che hanno oggetti in comune, ed è per questo che puntavo il dito sul processo di formazione, o ideologia o prospettiva teoretica, con Marco Giovenale e Gherardo Bortolotti (non so chi abbia seguito quel discorso...). Riguardo a Dome, che è a Trieste domani, e che vedrò con piacere, mi limito a dire che sono curioso sul seguito di questa avventura. E pure per Lorefice vale la curiosità sul libro di campanotto.
Ciao!
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-16 17:15:29|
@ Luigi Nacci
Alludevo proprio ad un lavoro minuzioso sulla forma come risposta dell’autore a una propria intuizione e a un proprio dettato di poetica. Anche a me il "manierismo" fine a se stesso non dice niente: e in questi testi, come giustamente fai notare, non se ne vedono tracce.
fm
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-16 17:10:03|
Maria, non credo proprio che Dome sia un tipo alla nero burns o che la sua scrittura sia un copione per un remake di rosemary’s baby. Fermo restando il sacrosanto diritto di ognuno di esprimere quello che sente e pensa, una rilettura meno compresa nell’aria "inquietante" di cui parli (e sulla quale posso anche convenire) potrebbe forse rivelarsi, se non decisiva, almeno più vicina all’intenzione dei testi e ai risultati della scrittura.
fm
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-16 16:16:12|di maria
certo che tra Nero Burns ( "vada me morto tutto il mondo in fiamme. Anzi, me vivo!) e Bulfaro Bill, mi pare di stare sul set di Rosemary’S baby. Inquietante l’aria che si respira in questi giorni, non vi pare?
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-16 13:10:37|di maria
@ Christian e Luigi
dal momente che conoscete questo Dome meglio di me, che leggo ora per la prima volta, chiedo conferma o smentita di certe mie supposizioni.
Dunque, a me pare una poetica molto complessa, con certe teorie, idee discutibilissime, tipo Gurdjieff, Ouspensky, o l’esplicitamente citato Rudolf ( Steiner )? - vedi reperto n. 7 - E, altro che manierismo, virtuosismo estremo, quello di voler rendere la forma stessa un valore aggiunto alle suddette teorie,( ho le allucinazioni o che ?), ad esempio : Il già citato reperto n.7 sembra delineare due profili ; oppure il reperto n. 16 "falangi dei piedi di Simo in fuga" (ma poi chi è ’sto Simo,mica Simon Mago?- pure gli gnostici? - ) mostra 5 versi per ogni strofa, disposti proprio a mo’ di falange, per di più in direzione contraria l’uno all’altro, come nessun paio umano potrebbe, ma come sembra volesse significare il carme "...mai urtò suolo; ma sue Leggi; diede/ da innamorati; uno fece da paio; d’ossa (...) ordì di traverso; la soglia/ via dal Bene dal Male....
reperto n. 8 "denti morse", se ho contato bene, escludendo le sinalefe, risultano 32 sillabe come i denti? O reperto n.9 - più esplicito- disegna una colonna vertebrale, come nel titolo, con 33 versi come le vertebre? e in "deposiziione della schiena" Contatto n. 29 "...quando bussi entri/ nella carne mi dici che sei morto/..."
mi ricorda il "Before I knocked" di Dylan Thomas che contiene un richiamo misterioso al Tiriel di Blake...
insomma, decisamente incasinato, questo Dome, o sono paranoica come al solito?
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-15 22:09:39|di Monica
Due ottime segnalazioni (Bulfaro e Lorefice). Complimenti Christian.
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-15 12:33:38|di Adriano Padua
Grazie Christian, non conoscevo Dome Bulfaro. Ad una prima lettura mi è sembrato molto interessante. Approfondirò.
adr.
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-15 11:42:39|di Luigi Nacci
Al volo, ma vorrei tornarci con calma. Dome Bulfaro è uno dei giovani autori più interessanti in circolazione, a mio modesto parere. Oltre a lavorare con perizia (non in modo manieristico) sulla forma, e ad avere un progetto di poetica complesso che porta avanti da molti anni (raro, ahimé, tra i coetanei), è pure un un bravo performer. Tre elementi non separati, ma incrociati ed essenziali nel momento della composizione. Ne sentiremo ancora parlare in futuro, sicuramente.
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-15 09:33:05|
Chiedo scusa, ma mi era sfuggito qualcosa.
Francesco Marotta
> Dome Bulfaro. Ossa e carne
2006-02-15 09:30:55|
Ho conosciuto un giovanissimo Dome Bulfaro molti anni fa e credo di essere stato uno dei primi lettori di "Ossa" (chi sa se si ricorda, ma posseggo ancora una copia della prima stesura dei testi, commentati davanti a una pizza fumante). Lo ritrovo qui, con grande piacere, padrone dei notevoli mezzi di cui già allora disponeva e consapevolmente inoltrato in un percorso di scrittura e di ricerca suggestivo, personale, unitamente a una qualità stilistica dei testi veramente di riguardo. La realtà esplorata a partire dall’orizzonte enigmatico e freddo dei frammenti, si rivela e si risolve in una ricomposizione formale che, demolendo sintassi e pensiero in linee sghembe e frante, apre squarci di senso impensati allo sguardo; uno sguardo che, indagando, si indaga, aggiunge nuove lettere all’alfabeto della visione che contiene.
Ciao, Dome. Complimenti.
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